Il Ministro della Salute danzante dell’Ungheria intende rivedere il sistema sanitario; anche il Premio Nobel Katalin Karikó aiuterà

Presentandosi lunedì davanti alla commissione sanitaria del Parlamento, il Ministro designato ha promesso un approccio fondamentalmente nuovo: un’assistenza misurabile e trasparente, una rinnovata enfasi sull’assistenza primaria e sugli organismi professionali, e un finanziamento annuale aggiuntivo di 500 miliardi di fiorini per il settore.

Riforme strutturali in vista

Zsolt Hegedűs ha dichiarato alla sua udienza di conferma che il ripristino del settore in un ministero indipendente segnerebbe un passo importante verso un’Ungheria più umana e funzionale. La sanità, ha detto, deve diventare una causa nazionale e non un teatro di giochi politici.

Il nuovo Ministero della Salute comprenderà cinque segreterie statali, oltre a due autorità di nuova istituzione: un’Autorità per la Salute Digitale e un’Autorità per il Controllo della Qualità dell’Assistenza Sanitaria. La Camera medica ungherese riacquisterà i suoi poteri precedenti. Hegedűs ha anche confermato che il Servizio Nazionale di Ambulanza sarà supervisionato da un commissario ministeriale fino al gennaio 2027, aggiungendo che il servizio deve essere stabilizzato e modernizzato, con il trasporto dei pazienti separato dalla risposta alle emergenze.

Zsolt Hegedűs, Hungary's new health minister
Foto: MTI/Róbert Hegedüs

Ha sottolineato che il ministero comprenderà le segreterie statali responsabili dell’assistenza primaria, della salute digitale e della salute pubblica, oltre che degli affari amministrativi e politici. Mentre la maggior parte delle nomine sarà annunciata venerdì, Krisztina Porpáczy è già stata nominata responsabile delle cure primarie.

Karikó entra a far parte dell’organo consultivo

Hegedűs ha inoltre rivelato che la biochimica Katalin Karikó, vincitrice del Premio Nobel, ha accettato l’invito a far parte del consiglio consultivo del Ministro.

Katalin Karikó at Szeged University (Copy)
Katalin Karikó. Foto: FB/Università di Szeged

Nella sua valutazione del sistema attuale, è stato schietto: “La sanità ungherese è molto malata”. Ha descritto una profonda crisi di fiducia, un sistema frammentato e una professione ampiamente esclusa dal processo decisionale.

La spesa è rimasta indietro, con una spesa sanitaria pari al 4,1 percento del PIL nel 2023, rispetto a una media UE del 7 percento. Il sistema deve affrontare una carenza di decine di migliaia di operatori sanitari e di diverse migliaia di medici generici, lasciando circa 900.000 persone senza un medico di famiglia – una situazione che, ha avvertito, rappresenta un serio rischio per la sicurezza dei pazienti.

Una priorità dichiarata

Al contrario, ha detto, un futuro governo Tisza tratterà l’assistenza sanitaria come una priorità, puntando a costruire un sistema accessibile a tutti, trasparente, incentrato sul paziente e gratuito al momento dell’utilizzo.

Tra i suoi obiettivi principali, Hegedűs ha evidenziato la completa eliminazione dei pagamenti informali, l’amplificazione della ‘voce’ dei pazienti e delle loro famiglie, il ripristino dell’autonomia professionale e del rispetto sociale per gli operatori sanitari e l’identificazione e l’implementazione delle migliori pratiche. Ha anche sottolineato una rinnovata attenzione alla prevenzione e alla salute pubblica.

La questione chiave, ha sostenuto, non è il numero di letti ospedalieri o chi li mantiene, ma quanti pazienti vengono curati con successo, da chi, e quanto velocemente vengono raggiunte le diagnosi.

Ha promesso che i risultati dei trattamenti e i dati sulle prestazioni saranno resi pubblici e che i pazienti avranno l’opportunità di fornire un feedback volontario – anche anonimo – sulle loro cure e sulle interazioni con il personale medico. Lo Stato, ha aggiunto, deve fornire la piattaforma per questo, insieme a un sistema indipendente per i diritti dei pazienti.

La trasparenza come principio

Il controllo pubblico, ha detto, sarà centrale per il rinnovamento del sistema. La misurazione e la convalida dei dati sono indispensabili, ma la trasparenza non è intesa come vergogna; piuttosto, l’onestà deve diventare una virtù e un dovere, non una responsabilità.

Ha anche affrontato la questione dei servizi privati che operano all’interno delle istituzioni statali, sostenendo che questi devono essere sottoposti a regole chiare e trasparenti. I servizi privati opachi all’interno delle strutture pubbliche, ha detto, non possono continuare senza controllo e saranno soggetti a revisione.

Rispondendo alle domande dei parlamentari, Hegedűs ha criticato la mancanza di dibattito professionale che ha preceduto alcune misure recenti, tra cui il cosiddetto “decreto sul battito cardiaco” e l’abolizione della libera scelta dell’ostetrica. Le decisioni riguardanti l’inizio e la fine della vita, ha insistito, richiedono un’approfondita discussione professionale e sociale.

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Scambi di battute

La sessione ha visto anche uno scambio acuto con l’ex Segretario di Stato per la Salute Péter Takács, che ha partecipato con diritto di parola. Pur riconoscendo le buone intenzioni del nuovo Governo, Takács ha espresso il suo rammarico per il fatto che non si sia svolto alcun dibattito politico sostanziale tra i due.

Hegedűs ha replicato che Takács ha rappresentato un livello di discorso politico “al di sotto del quale non si va”, accusandolo di commenti personali che lo hanno reso inadatto, in quanto alto funzionario pubblico, a un dialogo significativo. “Lei è il Tamás Menczer della sanità”, ha aggiunto.

La commissione ha infine approvato la nomina di Hegedűs a Ministro con sei voti favorevoli e un’astensione.

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