Il primo ministro Magyar: due ex ministri nelle mani delle autorità

Miklós Seszták e Balázs Hankó sono stati arrestati lunedì dopo che il Parlamento ha revocato la loro immunità, in un drammatico aggravarsi delle indagini in corso che coinvolgono ex funzionari governativi.
Due ex ministri ungheresi sono stati posti in stato di fermo lunedì sera dopo che il Parlamento ha revocato la loro immunità nell’ambito di indagini penali separate, ha dichiarato il primo ministro Péter Magyar.
Magyar ha descritto lunedì come il primo giorno cruciale di quella che ha definito l’operazione «Purificazione» (Tisztítótűz), accusando i suoi avversari politici di essere coinvolti in quello che ha definito un «gioco di nascondino indegno». Le sue dichiarazioni sono giunte dopo che gli ex ministri Seszták Miklós e Hankó Balázs sono stati entrambi posti in custodia cautelare.
Lunedì, in una sessione straordinaria, il Parlamento ungherese ha votato per sospendere l’immunità di Seszták, deputato del Partito Democratico Cristiano (KDNP), e di Hankó, deputato del Fidesz ed ex ministro della Cultura e dell’Innovazione. Ha inoltre sospeso l’immunità di Magyar in un caso distinto.
Seszták è stato arrestato dopo essersi presentato alla Procura
Seszták si è recato volontariamente presso la Procura centrale investigativa di Budapest lunedì mattina, poco dopo che il Parlamento aveva sospeso la sua immunità. È stato successivamente posto in stato di fermo, secondo quanto riferito dal suo avvocato e da numerosi media ungheresi.
La Procura aveva richiesto la sospensione della sua immunità a causa del sospetto di aver accettato una tangente in ambito ufficiale. L’indagine è collegata ad accuse di corruzione, sebbene Seszták abbia negato qualsiasi illecito.
Per saperne di più: L’ex ministro dell’era Orbán, Hankó, è stato arrestato e condotto a Kecskemét
Hankó posto in stato di fermo a Budapest
Hankó è rimasto in Parlamento per gran parte della giornata, affermando di essere disposto a collaborare alle indagini e di non avere nulla da nascondere.
È stato infine convocato presso la sede dell’Amministrazione Nazionale delle Imposte e delle Dogane (NAV) in via Huszti a Budapest dopo le 20:00. Hír TV ha riferito che lì ha reso una dichiarazione prima di essere posto in stato di fermo. Secondo il suo avvocato, Hankó è stato poi condotto a Kecskemét, dove avrebbe avuto luogo il suo interrogatorio formale in qualità di indagato.
L’indagine riguarda il sospetto di cattiva gestione di fondi collegati al Fondo Nazionale per la Cultura (NKA). In precedenza, i pubblici ministeri avevano dichiarato che gli investigatori stavano esaminando decisioni relative a oltre 1.000 richieste di finanziamento per un valore superiore a 17 miliardi di HUF.

Hankó ha respinto le accuse e ha definito il procedimento come motivato da ragioni politiche. Anche il capogruppo parlamentare del Fidesz, János Bóka, ha definito il caso un procedimento politico e ha affermato che la destra politica fosse stata presa di mira.
Magyar, dal canto suo, ha affermato che alla fine di lunedì «due ex ministri si trovano nelle mani delle autorità». Le indagini proseguono e la detenzione dei due politici non costituisce di per sé una prova di responsabilità penale.
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