Il procuratore capo si dimette in Ungheria per la gestione del caso del convoglio ucraino di denaro e oro

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Il capo dell’Ufficio centrale del procuratore capo investigativo ungherese (KNYF), Pál Fürcht, si è dimesso, secondo quanto riferito a causa dell’escalation delle tensioni interne al sistema giudiziario e delle controversie legate a diversi casi politicamente delicati, tra cui la cosiddetta vicenda del “convoglio d’oro ucraino”.

Le dimissioni, confermate dall’Ufficio del Procuratore Generale, sono state presentate l’8 giugno e sarebbero state motivate da divergenze professionali tra la dirigenza del KNYF e il dipartimento di vigilanza dell’Ufficio del Procuratore Generale.

Conflitto interno su indagini delicate

Secondo HVG, la decisione fa seguito a mesi di crescenti attriti all’interno della Procura in merito alla gestione di diverse indagini di rilievo, tra cui:

  • presunte reti di corruzione che coinvolgono strutture comunali
  • casi legati a fondazioni collegate al patrimonio della banca centrale ungherese
  • l’indagine su un’irruzione contro veicoli ucraini adibiti al trasporto di contanti

Nella sua comunicazione ufficiale, la KNYF ha dichiarato che erano emerse divergenze sulla strategia procedurale, compreso l’ordine delle fasi investigative e l’interrogatorio dei potenziali indagati nel caso del trasporto di contanti ucraino.

Secondo quanto riferito, la Procura Generale avrebbe sostenuto che sussistevano già sufficienti indizi a carico di alcuni individui di alto rango, mentre l’organo investigativo avrebbe preferito una sequenza procedurale diversa.

Il caso del «convoglio d’oro ucraino»

Al centro della controversia vi è un’operazione svoltasi a marzo che ha comportato l’intercettazione di due furgoni portavalori in viaggio dall’Austria verso l’Ucraina. Secondo quanto riferito, le autorità avrebbero sequestrato circa 27 miliardi di fiorini ungheresi in contanti e oro durante il raid condotto dall’unità antiterrorismo e dalle autorità fiscali ungheresi.

Gli autisti ucraini sono stati successivamente rilasciati ed espulsi, mentre i beni sequestrati sono stati alla fine restituiti dopo la transizione politica. Le autorità hanno successivamente dichiarato che le preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale inizialmente addotte non erano sufficientemente fondate.

Il caso ha assunto fin dall’inizio una connotazione politica, con narrazioni contrastanti emerse tra le autorità ungheresi e ucraine riguardo alla legalità e alle motivazioni alla base dell’operazione.

Accuse di pressioni politiche e interpretazioni controverse

I resoconti dei media ungheresi hanno suggerito che l’operazione possa essere stata influenzata da considerazioni politiche di alto livello, sebbene non sia stata fornita alcuna conferma ufficiale di tali affermazioni.

Il caso è stato inoltre collegato alle più ampie tensioni geopolitiche tra Ungheria e Ucraina, in particolare per quanto riguarda le controversie relative all’approvvigionamento energetico e gli attriti diplomatici.

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Periodo di transizione per la leadership della procura

Secondo l’Ufficio del Procuratore Generale, le dimissioni di Pál Fürcht avranno effetto legale entro sei mesi, come previsto dalla legge ungherese. Gli è stata offerta una posizione all’interno dell’Ufficio del Procuratore Generale durante il periodo di transizione.

I funzionari hanno inoltre dichiarato che le indagini sul caso del trasporto di contanti ucraini proseguiranno sotto la supervisione di un’unità diversa, al fine di evitare qualsiasi apparenza di parzialità.

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