La malattia esotica che circola in Ungheria può persino causare la paralisi: ecco come proteggersi

Un ragazzo di 12 anni è stato punto da una zanzara sei mesi fa; in seguito le sue gambe si sono paralizzate e ancora oggi frequenta la fisioterapia. Il fatto che ora possa tornare a correre è un risultato importante. Il colpevole è la febbre del Nilo occidentale, una malattia esotica identificata per la prima volta in Uganda nel 1937. La buona notizia è che la stragrande maggioranza delle persone infette non mostra alcun sintomo. Tuttavia, in rari casi, può portare a malattie estremamente gravi, come illustra l’esempio precedente. Gli anziani e le persone con un sistema immunitario indebolito sono particolarmente a rischio. Ma come possiamo proteggerci?
La malattia esotica raramente causa complicazioni estremamente gravi
Il caso evidenziato da Blikk non è purtroppo unico. La puntura di zanzara subita da Béla, 12 anni, cinque anni fa, sembrava assolutamente di routine all’epoca, e nessuno ci ha fatto caso. In seguito, però, sono iniziati i problemi. Le gambe del ragazzo sono diventate completamente paralizzate dopo che l’infezione ha scatenato un’infiammazione del midollo spinale indotta dalla febbre del Nilo occidentale. Gli ultimi mesi sono stati pieni di terapie e fisioterapia; ora può camminare – e persino correre – ma ha ancora bisogno di un apparecchio per le gambe.

Il caso di Béla è raro, ma non isolato. Circa l’80% dei pazienti sopporta la febbre del Nilo occidentale senza alcun sintomo. Nel restante 20% possono emergere segni gravi, come febbre, mal di testa, dolori articolari, vomito, diarrea ed eruzioni cutanee. Alcuni se la passano anche peggio, per ragioni che i medici non riescono a spiegare completamente. In casi molto rari, il virus della malattia esotica può provocare encefalite, meningite o mielite, con febbre alta, convulsioni, paralisi o addirittura coma. I pericoli maggiori ricadono sugli anziani e sulle persone con un sistema immunitario compromesso.
Non può evitarlo in Ungheria
Anche se la malattia sembra esotica, in realtà è endemica in Ungheria dagli anni ’70, con i primi casi clinici registrati nel 2003. Decenni fa, i nostri migranti “illegali” regolari, gli uccelli migratori, l’hanno portata qui. A diffonderla non è la zanzara tigre, che si sta ora stabilendo in Ungheria a causa del riscaldamento climatico, ma la zanzara comune degli uccelli canori, originaria delle nostre coste. L’aumento dell’incidenza è dovuto alle primavere e alle estati più calde, che favoriscono il boom delle popolazioni di zanzare. I casi documentati negli ultimi anni sono solo poche decine, ma si prevede che questa cifra aumenti.
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Si tratta di un’infezione virale, per cui non esiste una terapia farmacologica specifica; in caso di sintomi gravi è necessario un trattamento ospedaliero. La protezione deriva dall’eliminazione dell’acqua stagnante, dove le zanzare si riproducono rapidamente in condizioni di caldo e umidità. Si tratta di una responsabilità individuale, anche se i comuni potrebbero fare molto per aiutare attraverso programmi mirati.

Evitare i viaggi all’estero, quindi, offre poche difese contro l’infezione. Fortunatamente, il virus si diffonde solo attraverso le punture di zanzara; non passa da uomo a uomo, tranne nei casi di trapianto di organi o di trasfusione di sangue.
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