La polizia ungherese indaga su sospetti omicidi legati alle mafie della droga straniere – alcune vittime potrebbero non essere mai ritrovate

Le autorità ungheresi stanno indagando su diversi casi in cui omicidi legati a gruppi stranieri di criminalità organizzata potrebbero aver avuto luogo in territorio ungherese, con alcuni corpi delle vittime mai ritrovati.

Gábor Hiripi, capo del dipartimento di protezione della vita e ricerca di obiettivi presso l’Ufficio Nazionale di Investigazione (NNI), ha dichiarato a Magyar Nemzet in un’intervista che ci sono indagini in corso in cui gli omicidi sono avvenuti in Ungheria o i crimini hanno collegamenti ungheresi.

Ha avvertito che i conflitti violenti legati alle reti internazionali di traffico di droga hanno causato vittime in tutta Europa, e che queste dispute non si fermano ai confini nazionali.

Sospettato il cartello serbo-montenegrino

Gli investigatori ritengono che un cartello della droga serbo-montenegrino possa aver compiuto degli omicidi in Ungheria.

Si ritiene che il gruppo abbia impiegato Csaba Dér, un sicario della Vojvodina che sta scontando una pena detentiva per aver ucciso, tra gli altri crimini, uno spacciatore ungherese. Secondo le autorità, l’omicidio sarebbe stato ordinato da un boss della mafia della droga montenegrina.

Casi di omicidio senza corpi

In diversi casi, non sono stati trovati resti, ma gli investigatori affermano che il sospetto di omicidio è fondato sulla base delle prove disponibili.

La prassi legale ungherese si è evoluta negli ultimi anni, consentendo ai tribunali di stabilire l’omicidio anche in assenza di un corpo, a condizione che vi sia una catena logica e chiusa di prove che escluda qualsiasi altra spiegazione ragionevole.

Le precedenti condanne senza resti ritrovati includono casi di alto profilo come il “macellaio darnózseli” e la scomparsa di Fanni Novozánszki.

Il perdurante mistero della famiglia Radics

Uno dei casi di sparizione più noti in Ungheria rimane la sospetta esecuzione di Attila Radics e della sua famiglia.

Radics, che era legato alla figura malavitosa di Tamás Portik, scomparve insieme alla sua compagna e alla figlia di tre anni dalla loro casa di Tárnok nel gennaio 2002. La polizia ha trovato grandi quantità di sangue e segni di proiettili sulla scena, il che suggerisce fortemente che siano stati uccisi.

Nonostante le molteplici piste investigative, non è mai stato recuperato alcun corpo.

Hiripi ha osservato che se la responsabilità fosse stata di una banda rivale, ci si sarebbe aspettati una ritorsione. Invece, il caso è stato seguito da quello che ha descritto come un “silenzio glaciale”: una mancanza di risposta che continua a lasciare perplessi gli investigatori.

“Tutte le regole della malavita sono state infrante”.

Secondo Hiripi, l’uccisione di un bambino rappresenta una grave violazione anche all’interno dei circoli criminali, dove la violenza segue tipicamente una propria logica interna.

Ha suggerito che gli autori potrebbero non aver avuto l’intenzione iniziale di uccidere la compagna e il figlio di Radics, ma che gli eventi si sono intensificati in modo inaspettato. La brutalità del crimine può contribuire a spiegare il silenzio di lunga data che circonda il caso.

Nuova speranza nei casi irrisolti

Le autorità hanno recentemente rinnovato l’attenzione sul caso Radics durante un incontro con la stampa relativo ad un attentato del 1997, offrendo una ricompensa di 40 milioni di fiorini (110.000 euro) per informazioni che portino all’identificazione dei responsabili.

Hiripi ha sottolineato che il tempo può talvolta aiutare le indagini, in quanto il cambiamento di lealtà e l’affievolirsi delle paure possono incoraggiare i testimoni precedentemente silenziosi a farsi avanti.

La ricompensa, ha aggiunto, indica che la polizia è in possesso di informazioni che suggeriscono che c’è una possibilità realistica di fare progressi.

Altri casi di alto profilo ancora irrisolti

Gli investigatori stanno anche continuando ad esaminare altri casi importanti, tra cui l’omicidio di Nikolett Szathmáry, che rimane irrisolto.

Le autorità hanno recentemente valutato se il sospetto dell’omicidio di Tamás Till potesse essere collegato all’omicidio di Szathmáry, data la vicinanza temporale tra i crimini, ma questa teoria è stata esclusa.

La polizia afferma di continuare a indagare a fondo su ogni nuova pista e di essere impegnata a risolvere questi casi.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *