La vittoria dei Democratici alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti potrebbe rendere più conveniente per l’Ungheria contrarre prestiti?

La vittoria dei Democratici alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti ha innescato un cambiamento nei mercati finanziari globali, indebolendo il dollaro e spingendo al ribasso i rendimenti obbligazionari. Questi cambiamenti potrebbero andare a vantaggio anche dell’Ungheria, rendendo più conveniente per lo Stato contrarre prestiti e sostenendo il fiorino, sebbene gli analisti avvertano che l’impatto potrebbe essere temporaneo.

I Democratici hanno conquistato la maggioranza sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nelle elezioni di medio termine di mercoledì, infliggendo una significativa battuta d’arresto politica al presidente Donald Trump. Gli investitori hanno reagito rivalutando le prospettive relative alla spesa pubblica americana, alla politica economica e al settore tecnologico.

Il fiorino si rafforza con l’indebolimento del dollaro

A seguito dei risultati, il dollaro statunitense ha perso terreno rispetto a diverse valute principali, tra cui l’euro, la sterlina e lo yen giapponese. Anche il fiorino si è rafforzato rispetto al dollaro.

Mercoledì pomeriggio, la valuta ungherese è stata scambiata per un breve periodo al di sotto dei 363 HUF per euro, un livello registrato l’ultima volta il 19 ottobre. Rispetto al dollaro, si è rafforzata attestandosi intorno ai 322 HUF, rispetto ai circa 324 HUF registrati in precedenza nel corso della giornata.

Anche i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un calo. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitense a 10 anni è sceso di circa cinque punti base al 4,91%, mentre quello dei titoli tedeschi a 10 anni è sceso di tre punti base al 3,3%.

I mercati azionari statunitensi hanno inizialmente aperto in ribasso, ma hanno recuperato nel corso della giornata. L’indice S&P 500, che replica l’andamento delle 500 maggiori società statunitensi quotate in borsa, ha registrato il suo maggiore rialzo intraday degli ultimi tre mesi, secondo quanto riportato da G7.

Perché questo risultato potrebbe andare a vantaggio dell’Ungheria?

Uno dei motivi alla base della reazione dei mercati è che un Congresso a maggioranza democratica potrebbe rendere più difficile per Trump far approvare ulteriori misure di spesa e ampliare il deficit del bilancio federale.

Ad esempio, è ormai improbabile che venga erogato il pagamento di 5.000 dollari promesso dal presidente a ogni cittadino americano maggiorenne. Gli investitori potrebbero inoltre aspettarsi un maggiore controllo sulla spesa pubblica, il che potrebbe attenuare i timori relativi all’indebitamento degli Stati Uniti ed esercitare una pressione al ribasso sui rendimenti obbligazionari.

Ciò ha rilevanza anche al di fuori degli Stati Uniti. Quando i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense calano, anche i rendimenti obbligazionari europei possono subire pressioni, con la possibilità di ridurre i costi di finanziamento per paesi come l’Ungheria.

Potrebbe esserci anche un beneficio indiretto per il fiorino ungherese. Un panorama politico più frammentato a Washington potrebbe ridurre l’incertezza e la volatilità dei mercati, incoraggiando gli investitori ad assumersi maggiori rischi e a investire nelle valute dei mercati emergenti.

András Nagy, analista presso Erste, ha dichiarato a Világgazdaság che ciò potrebbe aumentare la domanda di forint e di altre valute dei mercati emergenti.

Gli analisti avvertono che l’impatto potrebbe non durare a lungo

Tuttavia, gli effetti positivi sono tutt’altro che garantiti. Péter Aradványi, capo analista di Equilor, ha dichiarato a Világgazdaság che l’impatto diretto delle elezioni sugli asset ungheresi sarà probabilmente limitato. Egli prevede che i fattori economici interni continueranno a rivestire un ruolo più importante nel determinare il tasso di cambio del fiorino e i rendimenti delle obbligazioni ungheresi.

Esistono inoltre potenziali rischi negli Stati Uniti. Le divergenze politiche sul tetto del debito federale potrebbero intensificarsi nuovamente, esercitando potenzialmente una pressione al rialzo sui rendimenti, in particolare per i titoli di Stato a breve termine.

Nel contempo, una regolamentazione più rigorosa dell’intelligenza artificiale e le restrizioni agli investimenti nei data center potrebbero incidere sulla crescita economica statunitense. Anche un rinnovato conflitto commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa comporterebbe rischi per il mercato nel suo complesso.

Per il momento, Erste prevede che l’euro rimanga nell’intervallo compreso tra 360 e 370 HUF nei prossimi mesi. L’esito delle elezioni statunitensi potrebbe offrire all’Ungheria un contesto finanziario internazionale più favorevole, ma è improbabile che determini da solo i costi di finanziamento del Paese o l’andamento della sua valuta.

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