L’Ungheria approva una nuova legge sulla tutela dei minori: Magyar critica aspramente Fidesz e Mi Hazánk per aver votato contro

Il Parlamento ungherese ha approvato un ampio disegno di legge sulla tutela dei minori, che include misure relative ai bambini abbandonati negli ospedali e all’accesso a contenuti sessuali dannosi. Il Primo Ministro Péter Magyar ha definito «una vergogna» il voto contrario dei partiti dell’opposizione alla legge, mentre Mi Hazánk ha esortato il Presidente András Baka a non firmarla.
Il Parlamento ungherese ha approvato una nuova legge sulla tutela dei minori volta a rafforzare le misure di protezione contro lo sfruttamento sessuale, la violenza e i contenuti dannosi accessibili ai minori. La legge è stata approvata martedì con 139 voti a favore e 51 contrari, secondo quanto riportato dall’Agenzia di stampa ungherese (MTI).
Il disegno di legge, presentato dal governo a settembre, introduce diverse misure, tra cui nuove norme sulla protezione dei minori dai contenuti mediatici inappropriati, modifiche all’accesso ai casellari giudiziari e procedure relative ai minori che rimangono ricoverati in ospedale nonostante non necessitino più di cure mediche.
Tuttavia, il voto ha scatenato una polemica politica. Sia Fidesz che Mi Hazánk hanno votato contro la legge, spingendo il primo ministro Péter Magyar ad accusarli di opporsi a misure volte a proteggere i minori vulnerabili.
Magyar definisce il voto dell’opposizione una «vergogna»
In un post su Facebook pubblicato dopo la votazione, Magyar ha criticato Fidesz e Mi Hazánk per aver respinto il disegno di legge, sottolineandone le disposizioni relative ai minori abbandonati negli ospedali e alla protezione contro la violenza.
«Fidesz e Mi Hazánk hanno votato insieme contro una legge volta a rafforzare la tutela dei minori. Hanno bocciato l’assistenza per i neonati abbandonati negli ospedali e la tutela dei minori contro ogni forma di violenza. Una vergogna!», ha scritto il primo ministro.
Quando il governo ha presentato la proposta a settembre, Magyar aveva espresso la speranza che, nonostante i disaccordi politici, nessun deputato votasse contro una normativa volta a garantire una maggiore protezione ai minori.
Non si perda mai una notizia: si iscriva al canale WhatsApp ufficiale di Daily News Hungary!
Cosa cambia con la nuova legge sulla tutela dei minori?
La normativa si basa sul principio sancito dalla Legge fondamentale ungherese, secondo cui ogni minore ha diritto alla protezione e alle cure necessarie per il proprio sviluppo fisico, intellettuale e morale. Secondo la motivazione del disegno di legge, è necessaria una regolamentazione efficace per prevenire, individuare e affrontare le minacce nei confronti dei minori. Le misure si concentrano su diversi ambiti.
Protezione dai contenuti dannosi: la normativa mira a tutelare i minori dalla pornografia, da materiale non adatto alla loro età e da contenuti sessuali violenti, nonché da altro materiale ritenuto gravemente dannoso per il loro sviluppo.
Misure di salvaguardia negli spazi pubblici: i minori beneficerebbero inoltre di protezione contro le comunicazioni visive e audiovisive nei luoghi pubblici che potrebbero influire negativamente sul loro sviluppo fisico, intellettuale, emotivo o morale.
Accesso ai casellari giudiziari: Cambieranno anche le norme che regolano il sistema dei casellari giudiziari. L’accesso alle informazioni finalizzate alla tutela dei minori rimarrà possibile, ma sarà soggetto a verifiche ufficiali preventive e a ulteriori garanzie tecniche e in materia di protezione dei dati.
Minori trattenuti in ospedale: Il disegno di legge affronta inoltre i casi in cui i minori rimangono ricoverati in ospedale nonostante le loro condizioni di salute non giustifichino più la degenza. In tali casi, l’autorità tutoria dovrà intervenire entro otto giorni per accertare i motivi per cui il minore non è stato dimesso e stabilire le misure che meglio tutelano il suo interesse.

Mi Hazánk accusa il governo di cedere alle pressioni dell’UE
Mi Hazánk ha criticato aspramente la normativa e ha annunciato che scriverà al presidente András Baka, chiedendogli di non firmare il disegno di legge approvato dal Parlamento.
Parlando con i giornalisti nel palazzo del Parlamento dopo la votazione di martedì, la vicepresidente del partito e vicecapogruppo parlamentare Dóra Dúró ha descritto la legge come una modifica apportata nell’interesse dei pedofili sotto la pressione dell’Unione Europea.
La Dúró ha sostenuto che tali modifiche renderebbero più difficile per i genitori l’accesso al registro dei pedofili condannati e consentirebbero a quelle che lei ha definito «organizzazioni della lobby LGBTQ» di rientrare nel sistema educativo.
Ha inoltre indicato che, in qualità di membro del gruppo parlamentare del partito responsabile della questione, molto probabilmente redigerà lei stessa la lettera indirizzata al presidente.
Se ve lo siete perso: il nuovo disegno di legge ungherese sulla tutela dei minori abolirà le controverse disposizioni anti-LGBTQ
L’eredità giuridica e politica della precedente legge ungherese sulla tutela dei minori
Presentata inizialmente come misura contro la pedofilia, la legge sulla tutela dei minori è stata modificata nel 2021 per includere disposizioni che limitano la rappresentazione e la promozione dell’omosessualità e del cambiamento di genere nei confronti dei minori. Tali modifiche hanno suscitato critiche e sono state oggetto di procedimenti legali a livello dell’Unione Europea.
La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nel 2021 e ha deferito l’Ungheria alla Corte di giustizia dell’Unione europea nel dicembre 2022.
Nell’aprile 2026, la Corte dell’Unione europea ha stabilito che l’Ungheria aveva violato gli obblighi che le incombono ai sensi del diritto dell’Unione, come riportato da Telex. Con una sentenza storica, la Corte ha inoltre individuato una violazione distinta di una disposizione del trattato che sancisce i valori comuni su cui si fonda l’Unione europea.
La controversia ha avuto anche conseguenze finanziarie. Dalla fine del 2022, circa 500–600 milioni di euro di fondi di coesione sono stati bloccati in relazione alla questione, in base alle condizioni abilitanti orizzontali dell’UE. Tale somma è distinta dai 16,4 miliardi di euro oggetto di un accordo politico raggiunto nel maggio 2026 tra il Magyar e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in merito allo sblocco dei fondi dell’UE.
Rimane irrisolta anche la procedura ai sensi dell’articolo 7 dell’UE nei confronti dell’Ungheria, avviata nel 2018 a causa delle preoccupazioni relative al rispetto da parte del Paese dei valori fondamentali dell’Unione. Secondo quanto riportato da Telex, martedì i ministri degli Affari europei e i sottosegretari di Stato avrebbero dovuto ascoltare la posizione della controparte ungherese nell’ambito di tale processo.

