L’Ungheria avvia un’indagine sul trasferimento delle famiglie rom slovacche

Il Ministero dell’Interno ungherese ha annunciato l’avvio di un’indagine ufficiale sul controverso trasferimento di famiglie rom slovacche nel villaggio di Szalonna e negli insediamenti limitrofi nel nord-est dell’Ungheria, affermando che verificherà chi abbia organizzato e finanziato tali trasferimenti e se siano state commesse violazioni di legge.
L’annuncio fa seguito alle notizie relative al trasferimento di alcune famiglie dall’insediamento di Lubina a Košice, in Slovacchia, dopo che le autorità hanno avviato lo sgombero dell’area abitativa informale.
Il governo esaminerà attentamente gli acquisti immobiliari e i prestiti
In una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa ungherese Telex, il Ministero dell’Interno ha affermato di prendere sul serio sia le preoccupazioni dei residenti locali sia la sicurezza e la dignità umana delle famiglie trasferite. L’indagine mirerà a accertare:
- chi abbia organizzato e finanziato i trasferimenti;
- in che modo siano stati gestiti gli acquisti immobiliari;
- quali contratti di prestito siano stati sottoscritti;
- se si siano verificati casi di coercizione, inganno, abuso nei confronti di persone vulnerabili, irregolarità finanziarie o altre violazioni della legge.
Il ministero ha sottolineato che, a suo avviso, la questione non è di natura etnica o nazionale, bensì riguarda la legalità e la trasparenza. Le autorità verificheranno se i trasferimenti e le transazioni immobiliari siano stati effettuati in modo legittimo, trasparente e con il libero consenso delle famiglie.
L’Ungheria chiede un’azione congiunta con la Slovacchia
Il Ministero dell’Interno ha affermato che la situazione non può essere risolta esclusivamente attraverso misure locali isolate, ma richiede invece una stretta cooperazione tra i governi ungherese e slovacco e le rispettive autorità.
Tuttavia, il ministero non ha confermato se abbia già contattato il Comune di Košice o i funzionari del governo slovacco, né se siano state avviate discussioni bilaterali. Ha inoltre affermato che si asterrà dal considerare come fatti dati non verificati, accuse politiche o speculazioni fino al completamento delle indagini.

La controversia sul trasferimento delle famiglie da Košice
La questione ha attirato l’attenzione a livello nazionale dopo che sono emerse notizie secondo cui diverse famiglie rom di lingua slovacca, che vivono in condizioni di estrema povertà, avrebbero acquistato abitazioni a Szalonna dopo aver lasciato l’insediamento di Lubina, nei pressi di Košice, attualmente in fase di demolizione.
Secondo i funzionari comunali slovacchi, ai residenti dell’insediamento sono state offerte soluzioni abitative alternative, sebbene le autorità non abbiano reso noto dove si trovino tali alternative.
Il trasferimento ha suscitato preoccupazione tra i leader locali dell’Ungheria nord-orientale, alcuni dei quali temono che nei prossimi mesi possa arrivare un numero maggiore di famiglie. I funzionari slovacchi, dal canto loro, hanno negato l’esistenza di qualsiasi programma di trasferimento di massa organizzato dal governo o finanziato dai comuni, insistendo sul fatto che i trasferimenti siano volontari e concordati a livello privato.
Il sindaco del quartiere Terasa di Košice ha precedentemente dichiarato che le abitazioni sono state acquistate dalle famiglie stesse, in alcuni casi grazie a prestiti concessi tramite un’associazione civica costituita per sostenere le famiglie svantaggiate alla ricerca di un nuovo inizio.
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