Quale sarebbe il tasso di cambio dell’euro “giusto” per l’Ungheria? Un analista fa i conti

L’Ungheria dovrebbe puntare ad introdurre l’euro ad un tasso di cambio compreso tra 360 e 380 fiorini per l’euro, se vuole evitare di danneggiare l’economia, secondo l’importante analista di investimenti ungherese Viktor Zsiday.

In una recente analisi citata da HVG, Zsiday ha esaminato quale tasso di cambio potrebbe raggiungere il giusto equilibrio tra il mantenimento di una bassa inflazione e la protezione dell’economia ungherese basata sulle esportazioni. Il dibattito ha guadagnato nuova attenzione dopo che il Partito Tisza, guidato dall’opposizione, ha dichiarato che il suo obiettivo a lungo termine sarebbe quello di creare le condizioni necessarie affinché l’Ungheria adotti l’euro entro il 2030.

Tisza Government Péter Magyar ministers
Il Governo magiaro. Foto: Facebook/Péter Magyar

Il fiorino forte contro la competitività delle esportazioni

Secondo Zsiday, l’Ungheria si trova di fronte ad un difficile dilemma economico se prende seriamente in considerazione l’adesione all’Eurozona.

Un fiorino più forte aiuterebbe a ridurre l’inflazione e avvantaggerebbe le famiglie con risparmi in valuta ungherese. Tuttavia, gli esportatori – un pilastro cruciale dell’economia ungherese – da tempo beneficiano di un fiorino più debole, poiché le aziende che guadagnano ricavi in euro ricevono più fiorini quando il tasso di cambio è più alto.

Una volta che un Paese adotta l’euro, la svalutazione della moneta non è più possibile, il che significa che qualsiasi problema futuro di competitività dovrà essere affrontato attraverso aggiustamenti economici interni, che Zsiday ha avvertito potrebbero essere dolorosi.

Confronto tra Budapest e le capitali regionali

Per stimare un tasso di cambio “di equilibrio” realistico, Zsiday ha utilizzato i dati di Numbeo, uno dei più grandi database del costo della vita al mondo.

Ha confrontato i prezzi medi al consumo di Budapest con quelli di diverse capitali post-socialiste vicine con uno sviluppo economico simile, tra cui:

  • Bucarest
  • Zagabria
  • Lubiana
  • Bratislava
  • Varsavia
  • Praga
  • Sofia

Partendo dal presupposto che i Paesi con condizioni economiche ampiamente simili dovrebbero avere livelli di prezzo comparabili, Zsiday ha calcolato quali tassi di cambio euro-perno produrrebbero prezzi del paniere simili in tutta la regione.

I suoi primi calcoli hanno prodotto tassi di cambio impliciti che vanno da circa 336 a 439 fiorini per euro. Escludendo la Romania – che ha considerato un’anomalia a causa di un prezzo implicito dell’euro significativamente più alto – il tasso medio di equilibrio è risultato pari a circa 359 HUF/EUR.

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Foto: depositphotos.com

I calcoli corretti per le PPA puntano a 380-390

Zsiday ha poi aggiustato le cifre utilizzando i dati del PIL pro capite a parità di potere d’acquisto (PPP) di Eurostat, tenendo conto del fatto che i Paesi più sviluppati hanno generalmente livelli di prezzo più elevati.

Dopo questo aggiustamento, i tassi di cambio di equilibrio stimati si sono spostati più in alto:

  • Romania: 450
  • Croazia: 371
  • Slovenia: 407
  • Slovacchia: 341
  • Polonia: 394
  • Cechia: 409
  • Bulgaria: 357

La media è di circa 390, o circa 380 se si esclude la Romania.

Sulla base di entrambe le serie di calcoli, Zsiday ha concluso che un tasso di cambio di ingresso tra 360 e 380 fiorini per euro rappresenterebbe probabilmente il miglior compromesso per l’Ungheria.

I fondi UE e la speculazione potrebbero rafforzare il fiorino

L’analista ha anche sostenuto che diversi fattori potrebbero esercitare una pressione al rialzo sulla valuta ungherese nei prossimi anni.

Tra questi, il potenziale arrivo di grandi volumi di fondi UE, la rinnovata fiducia degli investitori e il fatto che l’Ungheria diventi un obiettivo interessante per gli afflussi di capitale speculativo. Inoltre, le famiglie ungheresi hanno accumulato notevoli risparmi in euro durante gli ultimi anni di debolezza del fiorino, alcuni dei quali potrebbero essere riconvertiti in fiorini se le condizioni economiche si stabilizzassero.

Secondo Zsiday, queste forze potrebbero innescare un eccessivo apprezzamento del fiorino, a meno che la banca centrale non risponda con tagli dei tassi d’interesse – sempre che l’andamento dell’inflazione consenta un allentamento monetario.

Se vi è sfuggito: Esperti: Il fiorino ungherese potrebbe rafforzarsi significativamente in vista dell’adozione dell’euro

I tassi di interesse più bassi potrebbero allentare la pressione sull’economia

Zsiday ha suggerito che una riduzione più rapida dei tassi potrebbe avere molteplici benefici oltre alla gestione della valuta. La riduzione dei costi di prestito ridurrebbe l’onere finanziario dello Stato e potrebbe infine consentire al Governo di eliminare gradualmente i tetti dei tassi d’interesse e i programmi di prestiti agevolati, in quanto i tassi di prestito di mercato diventerebbero più accessibili da soli.

Ha aggiunto che, in circostanze ideali, anche un tasso di interesse di base del 4% entro un anno potrebbe non essere irrealistico – anche se ha sottolineato che ciò richiederebbe il rilascio di fondi UE e un piano di bilancio ungherese credibile per il 2027.

Il dibattito sull’euro potrebbe intensificarsi in Ungheria

Sebbene l’Ungheria non abbia attualmente una data ufficiale per l’adozione dell’euro, le discussioni sulla moneta comune sembrano intensificarsi, dato che le pressioni economiche, le preoccupazioni sull’inflazione e la competitività a lungo termine rimangono questioni politiche chiave.

I calcoli di Zsiday evidenziano quanto la scelta del tasso di conversione potrebbe diventare sensibile dal punto di vista politico ed economico, se l’Ungheria dovesse avvicinarsi all’ingresso nell’Eurozona.

Cosa succederà? Il fiorino forte è doloroso per un numero crescente di aziende in Ungheria: cosa dobbiamo aspettarci?

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