Ryanair espande la propria base di Budapest, ma lancia un monito al governo ungherese

Ryanair ha esortato il governo ungherese a ridurre le tariffe aeroportuali, avvertendo che l’aumento dei costi potrebbe minacciare l’ulteriore crescita, proprio mentre la compagnia aerea annuncia otto nuove rotte da Budapest per la stagione invernale 2026.

Ryanair amplia il numero di destinazioni da Budapest

La compagnia aerea low-cost irlandese opererà 54 rotte dalla capitale ungherese, aggiungendo destinazioni quali Danzica, Göteborg, Cracovia, Lamezia, Torino, Venezia, Varsavia e East Midlands in Inghilterra. Prevede inoltre di dislocare un ulteriore aeromobile presso la propria base di Budapest, portando così il numero totale di aeromobili presenti in quella sede a 12.

Secondo Ryanair, l’ampliamento dell’orario invernale rappresenta una crescita del 6% e consentirà alla compagnia di trasportare circa sei milioni di passeggeri all’anno da Budapest. La compagnia afferma che le sue attività in Ungheria garantiscono oltre 4.800 posti di lavoro, di cui 360 per piloti e personale di cabina.

I tagli fiscali stimolano la crescita, afferma la compagnia aerea

Ryanair attribuisce la propria espansione in parte alla decisione del governo ungherese di abolire, a partire da gennaio 2025, l’imposta straordinaria sul settore del trasporto aereo. La compagnia aerea afferma che il proprio traffico in Ungheria è aumentato del 17 per cento da quando l’imposta è stata abolita.

Tuttavia, sostiene che l’aumento dei diritti aeroportuali stia compromettendo i benefici della politica fiscale del governo. Ryanair afferma che i diritti aeroportuali all’aeroporto di Budapest sono aumentati di oltre il 10% dal 2024, rendendo lo scalo meno competitivo rispetto ad alternative a basso costo presenti in altre località dell’Europa centrale e orientale.

Dara Brady, direttore marketing di Ryanair, ha affermato che il governo dovrebbe occuparsi dei costi aeroportuali oltre che delle tasse sul trasporto aereo. In qualità di azionista di maggioranza dell’aeroporto di Budapest, lo Stato ungherese svolge un ruolo significativo nel determinare la competitività dei costi dell’aeroporto, sostiene la compagnia. La compagnia aerea ha promesso ulteriori investimenti sostanziali qualora le tariffe diventassero più competitive.

La promessa di 10 milioni di passeggeri

Ryanair afferma che potrebbe aumentare il proprio traffico passeggeri annuale in Ungheria di oltre il 65 per cento, portando il totale a oltre 10 milioni. Ha inoltre offerto di stazionare quattro aeromobili aggiuntivi nel Paese, investire 1,6 miliardi di dollari e creare 120 nuovi posti di lavoro a Budapest, nella zona del Lago Balaton e a Debrecen.

L’annuncio rientra in una tendenza più ampia in cui Ryanair collega le proprie decisioni in materia di capacità in tutta Europa alle tariffe aeroportuali e alle tasse sul trasporto aereo. La compagnia aerea ha ampliato la propria presenza in alcuni mercati a seguito di riduzioni fiscali, mentre ha annunciato tagli alle rotte e alla capacità in altri mercati in cui i costi sono aumentati.

La sua posizione non è universalmente accettata dagli operatori aeroportuali, che talvolta hanno attribuito le variazioni di capacità alla strategia commerciale di Ryanair e alla redditività delle singole rotte. L’ultimo annuncio combina quindi un piano di espansione per Budapest con un chiaro messaggio al governo ungherese: l’ulteriore crescita, afferma la compagnia aerea, dipende dal mantenimento di costi aeroportuali competitivi.

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