Uno stabilimento ungherese produttrice di batterie è stato multato con una sanzione record a causa di gravi rischi per la sicurezza dei lavoratori

Uno stabilimento di produzione di batterie a Iváncsa, nell’Ungheria centrale, è stato multato di 100 milioni di HUF (circa 275.000 euro) dopo che un’ispezione ufficiale ha rilevato gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro che, secondo le autorità, mettevano direttamente a rischio la salute e l’incolumità fisica di 65 dipendenti.
La sanzione è stata inflitta il 13 agosto alla SK On Hungary, società che gestisce lo stabilimento di produzione di batterie. Le autorità hanno definito la sanzione come la massima consentita dalla legislazione ungherese.
Nello stabilimento di produzione di batterie non sono stati effettuati i controlli obbligatori sull’inquinamento atmosferico
Secondo i risultati dell’ispezione, l’azienda non aveva effettuato la misurazione annuale obbligatoria dell’inquinamento atmosferico sul luogo di lavoro nell’area di assemblaggio dello stabilimento a partire dall’agosto 2024.
L’ultima misurazione disponibile aveva già rilevato concentrazioni di nichel superiori al limite consentito. Le autorità hanno affermato che tale risultato non era stato debitamente preso in considerazione al momento di stabilire le misure preventive necessarie.
Il nichel è classificato come sostanza cancerogena, il che rende particolarmente grave per i lavoratori il mancato intervento in merito all’elevata esposizione.
Si è inoltre riscontrato che i dispositivi di protezione individuale erano inadeguati
L’ispezione ha inoltre rilevato carenze nei dispositivi di protezione forniti ai dipendenti che maneggiano miscele pericolose. Secondo i risultati emersi, ai lavoratori avrebbero dovuto essere forniti dispositivi di protezione delle vie respiratorie di classe P3 e guanti adatti alla protezione contro le sostanze chimiche. Invece, era stato loro indicato di utilizzare mascherine FFP2 e guanti in lattice.
Le autorità hanno inoltre riscontrato che lo stabilimento non separava adeguatamente gli indumenti da lavoro contaminati da quelli puliti destinati all’uso esterno. La mancanza di un cosiddetto spogliatoio «bianco-nero» aumentava il rischio di esposizione secondaria, per cui le sostanze pericolose possono essere trasportate al di fuori dell’area di lavoro immediata tramite indumenti, calzature o superfici contaminate.
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Secondo quanto riferito, 59 lavoratori sarebbero stati esposti a livelli elevati di nichel
Secondo le informazioni riportate da HR Portal, tra il 2022 e il 2026 è stata riscontrata in 59 dipendenti un’esposizione al nichel superiore al limite previsto dalla legge.
A quanto pare, tali casi non sono stati segnalati dal datore di lavoro all’autorità competente in materia di sicurezza sul lavoro e non sono stati oggetto delle indagini previste dalla normativa. Le autorità hanno affermato che tali carenze hanno costituito una grave e diretta minaccia per la salute e la sicurezza dei dipendenti.
L’azienda afferma di aver adottato misure correttive
SK On Hungary ha dichiarato di prendere sul serio le conclusioni dell’autorità per la sicurezza sul lavoro e ha espresso rammarico per l’eventuale preoccupazione che il caso possa aver causato tra i dipendenti e la comunità locale.
L’azienda ha dichiarato di aver adottato le misure necessarie a seguito dell’ispezione e di aver rivisto e rafforzato le proprie procedure di gestione della sicurezza, comprese le ispezioni sul posto di lavoro e l’uso dei dispositivi di protezione individuale. Si è inoltre impegnata a continuare a collaborare in modo stretto e trasparente con le autorità competenti.
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