Gli esperti: Il Fiorino ungherese potrebbe rafforzarsi significativamente in vista dell’adozione dell’euro

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La valuta ungherese potrebbe avere ancora un notevole margine di rafforzamento nei prossimi anni, secondo gli esperti di investimenti intervenuti alla Conferenza Paradigma del G7 a Budapest.
Durante la tavola rotonda di chiusura, Márton Péter Price, direttore degli investimenti di EverestQuant, ha espresso la speranza che entro pochi anni il fiorino non dominerà più i dibattiti economici. Il suo commento mostra un cambiamento di pensiero: piuttosto che una debolezza persistente, alcuni analisti vedono ora una traiettoria a lungo termine più positiva per la valuta ungherese, secondo il G7.
Ai partecipanti all’evento è stato chiesto di stimare il tasso di cambio EUR/HUF per la pianificazione aziendale nel 2027. La previsione media è stata di 372,25, leggermente più debole del livello attuale, ma gli esperti hanno suggerito che questo potrebbe ancora sottovalutare il potenziale del fiorino.
“Cattivo marketing, migliore performance”
Attila Gyurcsik, CEO di Accorde Fund Management, ha sostenuto che il fiorino soffre di una cattiva reputazione che non riflette la sua effettiva performance negli ultimi anni.
Ha osservato che, in particolare da quando Mihály Varga ha assunto la carica di governatore della Banca Centrale, i risparmi denominati in fiorini hanno spesso sovraperformato gli investimenti basati sull’euro. A questa opinione ha fatto eco Dániel Móricz di Hold Fund Management, che ha affermato che negli ultimi due decenni, gli investitori sono stati generalmente più avvantaggiati nel detenere attività in fiorini, grazie ai tassi di interesse costantemente più elevati.
Sebbene le singole valute estere abbiano periodicamente fornito forti rendimenti, il premio del tasso d’interesse dell’Ungheria ha in genere compensato il deprezzamento su periodi di detenzione più lunghi.

L’adozione dell’euro potrebbe favorire l’apprezzamento
Un tema chiave della discussione è stato il potenziale percorso dell’Ungheria verso l’adozione dell’euro. Secondo Gyurcsik, un impegno credibile ad aderire all’eurozona entro quattro o cinque anni potrebbe portare il fiorino su un percorso di apprezzamento sostenuto.
Ha indicato la Slovacchia come esempio eclatante: prima dell'adozione dell'euro, la corona slovacca si è rafforzata di circa il 30%. Se l'Ungheria seguirà una traiettoria simile, il fiorino potrebbe raggiungere livelli significativamente più forti rispetto alle previsioni attuali.
Tuttavia, gli esperti avvertono che un’eccessiva forza della valuta può avere un costo. La crescita post-euro della Slovacchia è rallentata dopo il forte apprezzamento precedente all’adozione, dimostrando l’importanza di entrare nella zona euro con un tasso di cambio equilibrato.
Il costo elevato del mantenimento del fiorino
Un altro argomento a favore dell’adozione dell’euro è il costo del mantenimento di una valuta indipendente. Gli alti tassi di interesse (necessari per sostenere il fiorino) hanno imposto un onere significativo allo Stato e ai contribuenti.
Gyurcsik ha sottolineato che l’Ungheria ha effettivamente pagato un grande premio per mantenere la propria valuta. Sebbene questo abbia favorito gli investitori e i risparmiatori, non si è tradotto in una più rapida convergenza economica.
Inoltre, i benefici degli alti tassi di interesse sono stati distribuiti in modo ineguale. Come ha sottolineato Price, un’ampia fetta di famiglie ungheresi non ha risparmi consistenti, il che significa che non beneficia di rendimenti più elevati.
Stabilità e prevedibilità in primo piano
Oltre ai potenziali risparmi sui costi, l’adozione dell’euro potrebbe ridurre la volatilità dei tassi di cambio, rendendo la pianificazione economica più prevedibile sia per le imprese che per le famiglie.
Questo è in linea con i temi discussi durante la conferenza. La Conferenza Paradigma del G7 si è concentrata molto su come far ripartire l’economia stagnante dell’Ungheria dopo tre anni difficili.
I partecipanti hanno ripetutamente sottolineato la necessità di una politica economica prevedibile, di una migliore competitività e di una maggiore produttività. I leader aziendali hanno evidenziato le difficoltà poste dai tassi di interesse elevati, dall’incertezza della domanda e dall’imprevedibilità normativa, ma hanno anche notato che le pressioni attuali possono costringere ad adeguamenti strutturali necessari da tempo.
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Un punto di svolta per l’economia ungherese?
Anche se le opinioni divergono sull’esatto percorso da seguire, c’è accordo sulle priorità chiave: ripristinare la fiducia, migliorare l’efficienza e garantire un ambiente politico stabile.
In questo contesto, il futuro del fiorino (e la possibilità di adottare l’euro) è diventato più di una questione monetaria tecnica. È sempre più visto come parte di una strategia economica che potrebbe plasmare le prospettive di crescita dell’Ungheria per gli anni a venire.
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