Uomo in custodia cautelare dopo aver aggredito un capotreno sulla linea Budapest-Vienna

Un tribunale ungherese ha disposto la custodia cautelare nei confronti di un uomo accusato di aver aggredito violentemente un capotreno sulla linea Budapest–Vienna, prima di aver presumibilmente minacciato di uccidere il dipendente ferroviario e di aver opposto resistenza agli agenti di polizia alla stazione ferroviaria di Komárom.

Il Tribunale distrettuale di Tatabánya ha disposto che il sospettato rimanga in custodia cautelare per un mese con l’accusa di aver commesso atti di violenza nei confronti di una persona nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche, secondo quanto riportato in un comunicato diffuso dal tribunale.

La presunta aggressione avrebbe avuto inizio durante il controllo dei biglietti

Secondo la Procura, l’incidente è avvenuto il 28 luglio, mentre l’uomo viaggiava su un treno da Budapest a Vienna.

Secondo le indagini, il controllore avrebbe chiesto al passeggero di esibire il biglietto. Il sospettato, a quanto pare, stava parlando tra sé e sé quando improvvisamente si è alzato in piedi e ha colpito con forza il controllore alla testa e al torace senza alcuna apparente provocazione.

Il controllore si è rifugiato nel corridoio del treno, ma secondo gli investigatori l’uomo lo avrebbe seguito e gli avrebbe sferrato ripetuti pugni in tutto il corpo.

Fermata di emergenza a Komárom

Il treno ha effettuato una fermata di emergenza alla stazione ferroviaria di Komárom, dove il sospettato avrebbe continuato a comportarsi in modo aggressivo.

Secondo il tribunale, egli avrebbe minacciato di uccidere il capotreno anche dopo che il treno si era fermato.

Quando gli agenti di polizia sono giunti sul posto, l’uomo avrebbe gridato loro contro in modo aggressivo e si sarebbe rifiutato di ottemperare alle ripetute richieste di collaborare. Gli agenti sono infine riusciti a immobilizzarlo e ad ammanettarlo ricorrendo alla forza fisica.

Il tribunale cita il rischio di fuga e i timori di intimidazione dei testimoni

Il tribunale ha stabilito che i requisiti legali per la custodia cautelare fossero soddisfatti, poiché il reato è punibile con una pena detentiva. I giudici hanno inoltre ritenuto che sussistesse un rischio concreto che l’indagato potesse fuggire o nascondersi. Secondo il tribunale, vi sono indicazioni che egli intendesse lasciare l’Ungheria per una destinazione sconosciuta prima del suo arresto.

Inoltre, il tribunale ha affermato che sussistono motivi ragionevoli per ritenere che, se rilasciato, l’indagato potrebbe intimidire o influenzare illecitamente i testimoni che devono ancora essere interrogati nel corso del procedimento penale. Per tali motivi, il tribunale ha disposto la sua custodia cautelare per un mese. La decisione è definitiva.

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