L’Ungheria interviene per ridurre i tempi di attesa negli ospedali con interventi chirurgici nel fine settimana e retribuzioni aggiuntive

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L’Ungheria sta lanciando un nuovo programma volto a ridurre i tempi di attesa negli ospedali estendendo gli interventi chirurgici al pomeriggio e ai fine settimana, offrendo al contempo incentivi finanziari aggiuntivi alle équipe mediche. La misura viene adottata in un momento in cui i pazienti di alcuni ospedali devono ancora affrontare attese di diversi mesi per gli interventi programmati.

Le liste d’attesa ospedaliere rappresentano uno dei punti di maggiore tensione nel sistema sanitario ungherese.

Secondo l’attuale banca dati sulle liste d’attesa del Fondo Nazionale di Assicurazione Sanitaria, i tempi medi di attesa per l’intervento di cataratta superano i 200 giorni in diversi ospedali. Presso l’Ospedale Markhot Ferenc nella contea di Heves, il tempo medio di attesa negli ultimi sei mesi si è attestato a 310 giorni, mentre i pazienti dell’ospedale di Nagykanizsa hanno atteso in media 246 giorni. Nella contea di Zala, la cifra era pari a 188 giorni.

In questo contesto, il ministro della Salute Zsolt Hegedűs ha annunciato domenica che il governo sta avviando un nuovo programma di riduzione delle liste d’attesa, precedentemente promesso dal primo ministro Péter Magyar.

«C’è un forte impegno da parte della classe medica. Il nostro compito ora è quello di riunire i finanziamenti aggiuntivi, le competenze professionali, gli incentivi adeguati e le capacità disponibili in modo tale che i pazienti possano percepirne i benefici il prima possibile», ha scritto Zsolt Hegedűs.

Nel suo annuncio, il ministro ha affermato che l’obiettivo non è semplicemente quello di eseguire un maggior numero di interventi chirurgici, ma di sfruttare al meglio la capacità chirurgica esistente e di offrire agli operatori sanitari un incentivo finanziario diretto ad assumersi un carico di lavoro aggiuntivo.

Un maggior numero di interventi chirurgici al di fuori dell’orario normale

Il programma prevede innanzitutto l’estensione degli interventi alle ore pomeridiane successive ai turni regolari, mentre gli ospedali dotati di personale e capacità professionali sufficienti potranno eseguire ulteriori interventi chirurgici anche nei fine settimana. Verrà introdotto un nuovo incentivo finanziario a sostegno di questo carico di lavoro aggiuntivo.

Hegedűs ha affermato che una quota significativa dei finanziamenti aggiuntivi sarà destinata direttamente alle équipe che rendono possibili questi interventi supplementari, tra cui medici, infermieri e altro personale ospedaliero.

Una parte dei nuovi finanziamenti sarà legata a indicatori di qualità, risultati riferiti dai pazienti e soddisfazione dei pazienti. Il modello mira ad avvicinarsi a quello che Hegedűs ha definito un approccio basato su «tariffe basate sulle migliori pratiche», in cui il finanziamento premia sia l’efficienza che i risultati clinici misurabili.

Gli ospedali saranno valutati singolarmente

Ogni ospedale riceverà una propria «mappa dei problemi» che identifichi i principali colli di bottiglia che limitano la capacità chirurgica. Tra questi possono figurare la carenza di personale, una gestione inefficiente delle sale operatorie, la concorrenza da parte di operatori sanitari privati e incentivi personali limitati per il lavoro straordinario.

Il ministero intende inoltre monitorare l’utilizzo delle sale operatorie, la durata effettiva degli interventi, il tempo necessario per il cambio dei pazienti tra un intervento e l’altro e l’efficienza dell’intero processo.

Hegedűs ha sostenuto che le sale operatorie sono tra le parti più costose dell’infrastruttura ospedaliera e che la capacità inutilizzata rappresenta una perdita significativa.

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Semmelweis e Pécs ampliano la propria capacità

L’Università Semmelweis e l’Università di Pécs stanno già lavorando all’ampliamento della capacità chirurgica nell’ambito del programma.

È prevista inoltre la partecipazione di specialisti stranieri esperti nei protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery, ovvero recupero post-operatorio potenziato). Tali protocolli sono concepiti per ridurre la durata delle degenze ospedaliere, laddove clinicamente appropriato, accelerare il recupero dei pazienti e consentire alle strutture ospedaliere di accogliere più rapidamente i pazienti successivi.

Il programma comprenderà inoltre una revisione e una «sfoltitura» delle liste d’attesa, con l’obiettivo di individuare quali pazienti siano ancora effettivamente in attesa di un intervento chirurgico e di eliminare i casi obsoleti o inattivi.

È previsto anche un cambiamento delle norme relative all’indice di massa corporea (BMI)

Un altro importante cambiamento riguarda la chirurgia ortopedica. Un protocollo introdotto nell’aprile 2025 imponeva automaticamente restrizioni temporanee a determinati pazienti con un BMI superiore a 35. Hegedűs ha affermato che tale norma è attualmente oggetto di revisione.

Anziché una soglia automatica, le decisioni future si baseranno sul rischio individuale del paziente, sulla valutazione professionale e sul giudizio dell’équipe curante.

I pazienti potrebbero inoltre ricevere informazioni più comparabili sulle prestazioni, la qualità e gli esiti delle strutture ospedaliere, consentendo loro di compiere scelte più consapevoli riguardo alla scelta della struttura presso cui sottoporsi al trattamento.

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