L’economia ungherese potrebbe registrare un boom: gli esperti prevedono un calo dell’euro a 350 HUF

Secondo una nuova previsione della Raiffeisen Bank, le prospettive economiche dell’Ungheria potrebbero migliorare significativamente nei prossimi due anni, con un’accelerazione della crescita, un’inflazione che rimarrà relativamente bassa e un potenziale calo dell’euro a 350 HUF entro la fine del 2028. Tuttavia, lo scenario ottimistico dipende in larga misura dai piani del governo volti a ridurre il disavanzo di bilancio e a rilanciare gli investimenti.
La crescita economica dell’Ungheria potrebbe accelerare entro il 2028
Nel suo ultimo rapporto sulle prospettive economiche, intitolato «Speranze e sfide» (Remények és kihívások), la Raiffeisen Bank prevede che il PIL ungherese crescerà dell’1,8% nel 2026, per poi accelerare al 2,4% nel 2027 e al 3,1% nel 2028, secondo quanto riportato da Népszabadság.
Secondo Zoltán Török, capo analista della banca, i consumi delle famiglie e la crescente produzione industriale stanno attualmente sostenendo l’attività economica. Sebbene ciò indicherebbe una ripresa graduale piuttosto che un ritorno ai tassi di crescita annuali del 4–5% registrati in alcuni periodi della seconda metà degli anni 2010, rappresenterebbe comunque un notevole miglioramento dopo anni di stagnazione.
Gli investimenti rimangono un punto debole importante, con la banca che prevede un calo del 3,3% nel 2026. Tuttavia, la situazione potrebbe cambiare a partire dal prossimo anno, in parte grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea. Raiffeisen prevede che gli investimenti aumentino del 3,9% nel 2027 e del 7,3% nel 2028.
Anche la produzione industriale potrebbe fornire un impulso più forte, grazie alla ripresa della domanda nei principali mercati di esportazione dell’Ungheria e al graduale aumento della produzione da parte delle fabbriche di automobili e batterie aperte negli ultimi anni. La spesa delle famiglie, nel frattempo, dovrebbe crescere a un ritmo più lento. La crescita dei consumi potrebbe rallentare dal 4,6% nel 2026 al 3,5% nel 2027 e al 2,8% nel 2028, a causa della moderazione degli aumenti salariali.
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L’inflazione cala, ma i prezzi potrebbero tornare a crescere più rapidamente
Uno degli sviluppi più significativi del 2026 è stato il rallentamento dell’inflazione. I prezzi al consumo sono aumentati solo dell’1,2% su base annua a luglio e dell’1,6% a settembre. Raiffeisen prevede che l’inflazione media raggiunga l’1,8% nel 2026, per poi salire al 3% nel 2027 e ridursi al 2,6% nel 2028.
Anche la Banca Nazionale Ungherese (MNB) ha abbassato il proprio obiettivo di inflazione dal 3% al 2,5%, con effetto dal 1° gennaio 2028. Tale decisione giunge mentre l’Ungheria persegue la propria ambizione dichiarata di soddisfare i criteri di Maastricht per l’adozione dell’euro entro il 2030. La banca prevede che i salari lordi aumentino del 7,5% nel 2026, seguiti da aumenti annuali più moderati, pari a circa il 5%, sia nel 2027 che nel 2028.
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I tagli al bilancio potrebbero rafforzare il fiorino
Nonostante le prospettive di crescita positive, le finanze pubbliche rimangono la principale vulnerabilità macroeconomica dell’Ungheria. Il disavanzo di bilancio ha raggiunto il 6,2% del PIL nella prima metà del 2026, rispetto al 2,9% dell’anno precedente.
Raiffeisen prevede un disavanzo pari al 7,3% del PIL per l’intero anno, destinato a scendere al 4,7% nel 2027 e al 4,1% nel 2028. Il raggiungimento di tali obiettivi richiederebbe un sostanziale risanamento fiscale; il prossimo bilancio 2027 del governo fornirà un’indicazione importante in merito ai suoi piani.
Se la riduzione del disavanzo procederà come previsto, la banca centrale potrebbe ridurre gradualmente i tassi di interesse, alleggerendo potenzialmente i costi di finanziamento per le famiglie e le imprese. Anche le previsioni sul cambio sono incoraggianti per chi segue l’andamento dell’economia ungherese. Raiffeisen prevede che l’euro costerà 360 HUF alla fine del 2026, con un potenziale calo a 350 HUF entro dicembre 2028.

