Grandi famiglie rom slovacche che vivono in condizioni di estrema povertà si sono trasferite nell’Ungheria settentrionale con l’approvazione delle autorità politiche? – video

Nel villaggio di Szalonna, nella contea di Borsod-Abaúj-Zemplén, sono apparse, apparentemente dal nulla, due numerose famiglie rom slovacche che vivono in condizioni di estrema povertà. Secondo alcune voci locali, il sindaco di Košice avrebbe acquistato delle abitazioni per loro al fine di “liberarsi” delle famiglie e procedere alla demolizione di una baraccopoli di abitazioni abusive situata nelle vicinanze, alla periferia della città. Diverse voci si sono già levate contro i presunti «trasferimenti», ma non vi è stata finora alcuna risposta da parte del governo ungherese.
Grandi famiglie rom slovacche in condizioni di estrema povertà in arrivo in Ungheria?
Secondo un servizio di RTL News, le famiglie rom slovacche – che non parlano ungherese – si sono presentate senza preavviso a Szalonna, un insediamento già gravemente colpito da povertà, disoccupazione e privazioni sociali e materiali. I residenti locali hanno chiarito di non voler convivere con i nuovi arrivati, una preoccupazione che hanno anche sollevato con il sindaco, il quale sostiene a sua volta di non essere stato preventivamente informato della situazione.
RTL News riferisce che Lenka Kovacevicova, sindaco di Košice, ha recentemente avviato lo smantellamento di un insediamento di baracche alla periferia della città. Ha dichiarato che sono state garantite «soluzioni abitative alternative» adeguate per coloro che vi vivevano senza riscaldamento, acqua corrente né elettricità.
Secondo le rassicurazioni fornite, le famiglie che si stabiliranno a Szalonna continueranno a frequentare la scuola e a lavorare a Košice, sebbene ciò sia stato accolto con scetticismo a livello locale. Mihály Dancs, presidente dell’Autogoverno Nazionale Rom in Ungheria, ha affermato che è evidente che il sindaco di Košice stia acquistando immobili a basso costo in Ungheria al fine di trasferirvi quelle che ha definito famiglie «problematiche». Ha aggiunto che a breve potrebbero arrivare altre 30 persone. Lui e il sindaco di Szalonna, Zsolt Balogh, si recheranno a Košice lunedì prossimo per chiedere chiarimenti di persona.
Un altro sindaco lancia l’allarme ed esorta i residenti a non vendere
Il sindaco di Szalonna non è l’unico a esprimere preoccupazione. Gergely Mikola, il giovane sindaco della vicina Encs, ha pubblicato un post su Facebook per esortare i residenti a non vendere i propri immobili e a non agevolare quelle che ha definito «deportazioni».
La percentuale della comunità rom in Ungheria è in aumento
Mikola sostiene che i trasferimenti avvengano «con l’approvazione politica della Slovacchia e i finanziamenti forniti dalle ONG» e che tra i 200 e i 300 rom slovacchi potrebbero essere «trasferiti» in Ungheria, in particolare nei distretti di Encs, Edelény, Gönc e Szikszó.
Egli sostiene che, sebbene il programma possa apparire ordinato sulla carta, le cosiddette «partenze volontarie» vengono incentivate attraverso la fornitura di alloggi gratuiti, lasciando comunque le famiglie di fatto in condizioni di indigenza. Nel frattempo, i distretti di accoglienza stanno già faticando a sostenere i residenti che vivono in condizioni di disagio. L’amministrazione locale intende pertanto registrare diritti di prelazione sugli immobili interessati ed è in corso di trattative con i leader rom locali per garantire una risposta coordinata.
Il sindaco ha inoltre condiviso un’immagine che illustra le condizioni di vita da cui queste famiglie dovrebbero provenire.
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