La banca centrale ungherese compie un passo verso l’euro

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La banca centrale ungherese ha deciso di abbassare il proprio obiettivo di inflazione a medio termine dal 3% al 2,5% a partire dal 2028, una mossa che potrebbe favorire l’adozione dell’euro da parte dell’Ungheria, avvicinando la politica monetaria nazionale alle condizioni prevalenti nell’area dell’euro. Tuttavia, prima che l’Ungheria possa introdurre la moneta unica, devono ancora essere soddisfatti diversi altri requisiti economici, fiscali e giuridici.
Il Consiglio monetario della Banca nazionale ungherese (MNB) ha deciso, dopo aver riesaminato il proprio obiettivo di inflazione, che il nuovo obiettivo del 2,5% entrerà in vigore il 1° gennaio 2028, secondo quanto riportato da HVG.
L’obiettivo attuale è del 3 per cento, con una banda di tolleranza di più o meno un punto percentuale. Secondo la banca centrale, l’abbassamento dell’obiettivo avvicina l’Ungheria alle prassi regionali e all’obiettivo di inflazione del 2 per cento fissato dalla Banca centrale europea.
Tale modifica inizierà tuttavia a influenzare la politica monetaria già prima del 2028, poiché le banche centrali fissano i tassi di interesse sulla base delle prospettive di inflazione a medio termine piuttosto che esclusivamente sull’inflazione attuale.
Un obiettivo di inflazione più basso favorisce l’adozione dell’euro da parte dell’Ungheria
La MNB ha affermato che la convergenza economica dell’Ungheria con l’area dell’euro e il calo delle aspettative di inflazione hanno creato i presupposti per abbassare l’obiettivo. La banca centrale prevede che un contesto di inflazione più contenuta contribuisca a rendere le condizioni economiche più prevedibili e, nel lungo termine, a ridurre i tassi di interesse nominali e i costi di finanziamento.
Ha inoltre collegato esplicitamente la decisione ai preparativi dell’Ungheria per l’adesione all’area dell’euro.
Il governatore della MNB, Mihály Varga, aveva affermato all’inizio di settembre che l’adozione dell’euro richiedeva una strategia disciplinata e coordinata tra i responsabili delle politiche monetarie e fiscali. Egli ha aggiunto che l’Ungheria dovrebbe introdurre l’euro in modo tale da consentire all’economia di proseguire il proprio processo di convergenza sia prima che dopo l’adesione all’unione monetaria.
Il governo ungherese ha nel frattempo dichiarato di puntare a soddisfare i criteri di Maastricht necessari per l’adozione dell’euro intorno al 2030. Ciò non equivale a una data formale per la sostituzione del fiorino con l’euro: il rispetto dei criteri costituirebbe un prerequisito per accedere alle fasi finali del processo.
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Cosa deve ancora fare l’Ungheria prima di introdurre l’euro
Il calo dell’inflazione è solo uno degli elementi necessari per l’adesione all’area dell’euro.
I paesi dell’UE che intendono adottare la moneta unica devono soddisfare i requisiti di convergenza relativi alla stabilità dei prezzi, alla sostenibilità delle finanze pubbliche, ai tassi di interesse a lungo termine e alla stabilità dei tassi di cambio. Devono inoltre partecipare al Meccanismo di cambio, noto come ERM II, per almeno due anni senza gravi tensioni sui tassi di cambio.
L’Ungheria non fa attualmente parte dell’ERM II e la Commissione europea afferma che il Paese non ha una data obiettivo formale per l’adozione dell’euro.

Anche la Relazione sulla convergenza della Commissione del giugno 2026 ha concluso che l’Ungheria non soddisfaceva ancora le condizioni per l’adesione all’area dell’euro. Al momento della valutazione, l’Ungheria non soddisfaceva il criterio della stabilità dei prezzi, mentre la legislazione ungherese, comprese le norme che disciplinano la Banca nazionale d’Ungheria (MNB), non era considerata pienamente compatibile con i requisiti per la partecipazione all’Eurosistema.
Da allora l’inflazione è diminuita, il che contribuisce a spiegare perché la MNB ritenga ora di avere margine per fissare un obiettivo più basso.
Le finanze pubbliche rimangono una sfida importante
La politica fiscale rimane un altro elemento importante dell’equazione. L’Ungheria è ancora soggetta alla procedura per i disavanzi eccessivi dell’UE, sebbene tale procedura sia attualmente sospesa a seguito della valutazione da parte della Commissione delle misure adottate dal governo.
Le previsioni di primavera della Commissione europea stimavano il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell’Ungheria al 6,2% del PIL nel 2026 e al 5,8% nel 2027. Si prevede che il debito pubblico aumenti dal 74,6% del PIL nel 2025 al 75,1% nel 2026 e al 76,8% nel 2027.
Come osservato in una recente analisi di HVG, i preparativi per l’adozione dell’euro richiedono pertanto un coordinamento tra la politica fiscale del governo e la politica monetaria della MNB.
La riduzione dell’obiettivo di inflazione rappresenta un cambiamento concreto sul versante monetario. Affinché l’adozione dell’euro da parte dell’Ungheria possa progredire ulteriormente, tuttavia, il Paese avrà bisogno anche di finanze pubbliche sostenibili, stabilità del tasso di cambio, allineamento normativo e, infine, adesione all’ERM II. L’ultima decisione della MNB segna quindi una tappa in un processo che si protrarrà probabilmente per diversi anni.
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Ultime notizie: decisione sui tassi d’interesse – Il Consiglio monetario lascia invariato il tasso di riferimento
Il Consiglio monetario della Banca nazionale ungherese (MNB) ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 5,50% nella riunione di martedì, come annunciato dalla banca centrale.

Anche i due estremi del corridoio dei tassi d’interesse sono rimasti invariati: il tasso sui depositi overnight (O/N) si attesta al 4,50%, mentre il limite superiore del corridoio, ovvero il tasso sui prestiti overnight (O/N), si attesta al 6,50%.
La decisione è risultata in linea con le aspettative degli analisti.
L’ultima volta che il comitato ha ridotto il tasso di base è stato ad agosto, con una decisione unanime, di 25 punti base al 5,50%.

