La maggior parte degli ungheresi ritiene che Orbán e Fidesz non possano tornare al potere dopo la storica sconfitta

Un nuovo sondaggio condotto dall’Istituto Publicus suggerisce che una grande maggioranza di ungheresi ritiene che l’ex Primo Ministro Viktor Orbán e il suo partito Fidesz abbiano poche possibilità di tornare al potere dopo la pesante sconfitta elettorale di aprile.
Due terzi non vedono una via di ritorno per Fidesz
Secondo il sondaggio rappresentativo commissionato da Népszava e condotto tra il 5 e il 14 maggio, il 66% degli intervistati ritiene che Fidesz non abbia alcuna possibilità realistica di riprendersi dalla sconfitta elettorale di aprile e di tornare al governo. Solo il 27% pensa che l’ex partito di governo possa eventualmente riconquistare il potere.
Il divario politico è netto: circa otto sostenitori di Fidesz su dieci credono ancora che il partito possa ricostruirsi, mentre quasi il 90% dei sostenitori del Partito Tisza al governo pensa che l’ex forza di governo non abbia un futuro di ritorno.
Il sondaggio ha anche rilevato che anche gli elettori indecisi sono ampiamente pessimisti sulle prospettive di Fidesz.
Ungheresi ancora più scettici sul ritorno di Orbán
L’opinione pubblica appare ancora più dura nei confronti di Orbán personalmente. Più di tre quarti degli intervistati, il 76%, ha dichiarato di non credere che l’ex Primo Ministro possa tornare al potere con successo. All’interno di questo gruppo, il 69% ha dichiarato di non vedere alcuna possibilità di un ritorno politico.
Meno di due intervistati su dieci credono che Orbán possa risorgere politicamente. Tuttavia, tra gli elettori di Fidesz, il 65% crede ancora in un suo eventuale ritorno, mentre solo il 4% dei sostenitori di Tisza condivide questa opinione.
Il sondaggio ha esaminato anche le reazioni alla decisione di Orbán di non accettare un seggio parlamentare dopo la sconfitta elettorale. Complessivamente, il 44% concorda sul fatto che dovrebbe allontanarsi dalla politica in prima linea, mentre un altro 14% afferma che rimanere fuori dal Parlamento potrebbe aiutarlo a riorganizzare Fidesz in modo più efficace.
Tra gli elettori di Fidesz, quasi la metà ritiene che Orbán possa ricostruire al meglio il partito dal fondo. Allo stesso tempo, circa un sostenitore del partito su cinque non è d’accordo con la sua decisione di ritirarsi dal Parlamento.

Szijjártó emerge come successore preferito dai sostenitori di Fidesz
Quando agli intervistati è stato chiesto chi potrebbe eventualmente sostituire Orbán come leader di Fidesz, il 41% ha risposto che non vorrebbe vedere nessuno assumere il ruolo.
Tra gli stessi sostenitori di Fidesz, tuttavia, l’ex Ministro degli Esteri Péter Szijjártó è emerso come il chiaro favorito. Più della metà degli elettori del partito di governo lo ha indicato come il futuro leader di Fidesz più adatto.
Nel frattempo, János Lázár e András Cser-Palkovics hanno ricevuto il sostegno del 7% degli elettori di Fidesz, mentre il 15% ha preferito l’opzione “qualcun altro”.
La corruzione è considerata la ragione principale della sconfitta
Il sondaggio suggerisce che la corruzione è stata vista dagli elettori come il principale fattore alla base della sconfitta elettorale di Fidesz. Sei intervistati su dieci hanno identificato la corruzione come il fallimento più grave del precedente governo.
L’assistenza sanitaria si è classificata al secondo posto tra le ragioni percepite per la sconfitta, con circa la metà degli intervistati che ha affermato che lo stato del sistema sanitario ha contribuito in modo significativo al crollo del sostegno per l’ex partito al potere.
Più di un quarto degli intervistati ha indicato anche i problemi dell’istruzione e dell’economia, mentre altri hanno citato il deterioramento delle relazioni con l’Unione Europea e le preoccupazioni sullo Stato di diritto.
È interessante notare che solo il 22% dei sostenitori di Fidesz ha dato la colpa alla corruzione, rispetto al 73% degli elettori di Tisza e al 49% degli indecisi.
La maggioranza ritiene che Fidesz abbia indebolito le istituzioni democratiche
La ricerca ha anche riscontrato un forte accordo con l’affermazione che Fidesz si è allontanato dalle norme democratiche durante i suoi 16 anni di governo e ha cercato di consolidare il suo potere.
Più di tre quarti degli intervistati erano d’accordo, o per lo più d’accordo, con questa affermazione. Anche tra i sostenitori di Fidesz, il 21% condivideva questa opinione, mentre il sostegno all’affermazione ha raggiunto il 97% tra gli elettori di Tisza.
Nonostante le preoccupazioni prima delle elezioni che Fidesz potesse contestare il risultato o rifiutare di cedere il potere senza problemi, il partito ha accettato la sconfitta senza accusare brogli o lanciare sfide legali.
Tuttavia, il 63% degli intervistati ha affermato che il trasferimento pacifico del potere non smentisce i timori che i governi precedenti abbiano passato anni a indebolire le garanzie dello Stato di diritto.
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Gli ungheresi si aspettano un’opposizione conflittuale
Il sondaggio ha anche analizzato le aspettative sul futuro ruolo di Fidesz in Parlamento.
La maggioranza degli intervistati, il 56%, ritiene che il partito agirà come una forza di opposizione ostruzionistica e cercherà di ostacolare il lavoro del nuovo governo in ogni occasione. Solo un terzo circa si aspetta che Fidesz si comporti in modo costruttivo e dia priorità agli interessi nazionali.
Tuttavia, più di tre quarti dei sostenitori di Fidesz credono che il partito diventerà una forza di opposizione costruttiva.
Nel frattempo, molti intervistati hanno interpretato le crescenti critiche pubbliche provenienti da ex politici di Fidesz e da figure legate alla cosiddetta élite ‘NER’ come un segno di collasso interno piuttosto che di rinnovamento. Sei intervistati su dieci hanno affermato che le recenti voci critiche indicano una disintegrazione all’interno dell’ex campo di governo.
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