Lo Stato ungherese preleva quasi la metà dei salari delle persone attraverso le tasse e i contributi

L’Ungheria continua ad imporre uno dei carichi fiscali più pesanti sul lavoro tra i Paesi dell’OCSE, secondo l’ultimo rapporto OCSE “Taxing Wages 2026”.
Lo Stato si prende più del 40% dei salari
Lo studio ha rilevato che nel 2025, il cuneo fiscale totale sui lavoratori medi senza figli in Ungheria raggiungerà il 41,2%, significativamente al di sopra della media OCSE del 35,1%.
Le cifre sono state evidenziate in un’analisi di Niveus, che ha notato che, sebbene l’Ungheria non sia un’anomalia all’interno dell’Europa centrale, il Paese mantiene comunque un onere fiscale sul lavoro più elevato rispetto a diverse economie più competitive.
Il cuneo fiscale misura quanta parte del costo totale del lavoro – compresi il salario lordo e i contributi pagati dal datore di lavoro – viene prelevata dallo Stato attraverso le tasse e i contributi sociali.
Il cuneo fiscale dell’Ungheria è rimasto stabile, mentre la maggior parte dei Paesi OCSE ha registrato un aumento.
Secondo i dati dell’OCSE, il carico fiscale sul lavoro dell’Ungheria è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente, anche se la maggior parte dei Paesi OCSE ha registrato un aumento.
Secondo gli analisti, ciò indica una relativa stabilità a breve termine del sistema fiscale ungherese, sebbene suggerisca anche che il Paese non ha seguito le tendenze internazionali volte a rimodellare la tassazione sul lavoro.
I contributi sociali rimangono l’onere maggiore
La struttura del sistema ungherese rimane fortemente dipendente dai contributi sociali piuttosto che dall’imposta sul reddito personale.
Secondo il quadro attuale:
- l’imposta sul reddito delle persone fisiche è pari al 15%,
- i contributi sociali dei dipendenti ammontano al 18,5%,
- i contributi del datore di lavoro aggiungono un ulteriore 13%.
Insieme, questi oneri rappresentano la maggior parte dell’onere totale sul costo del lavoro.
“Il modello ungherese è caratterizzato dal fatto che l’onere principale non è rappresentato dall’imposta sul reddito personale, ma dai contributi”, ha dichiarato Lajos Bagdi, partner di Niveus.
Secondo l’analisi, questa struttura ha un impatto diretto sui salari netti e sui costi di occupazione per le aziende.
Le agevolazioni fiscali per la famiglia riducono significativamente l’onere
Il rapporto ha anche rilevato che il sistema di agevolazioni fiscali per la famiglia in Ungheria riduce in modo sostanziale l’onere fiscale per le famiglie con figli.
Nel confronto internazionale, l’Ungheria ottiene risultati più favorevoli per le famiglie che per i lavoratori senza figli, con una riduzione significativa del divario tra le due categorie.
Tuttavia, i dati dell’OCSE indicano anche una tendenza internazionale più ampia: la differenza tra la tassazione delle famiglie e quella dei nuclei familiari senza figli si è ridotta in diversi Paesi, con l’evoluzione dei sistemi di sostegno alla famiglia.
Confronto regionale: Ungheria nella fascia media superiore
All’interno dell’Europa centrale, il livello di tassazione sul lavoro dell’Ungheria è vicino a quello della Repubblica Ceca, inferiore a quello della Slovacchia e della Slovenia, ma notevolmente superiore a quello della Polonia.
Per i lavoratori single senza figli che guadagnano uno stipendio medio nel 2025, il cuneo fiscale era di:
- Slovenia: 45,3%
- Slovacchia: 42,7
- Ungheria: 41,2
- Repubblica Ceca: 41.2%
- Polonia: 35.0%
L’onere fiscale diminuisce per le famiglie con figli
Per le famiglie con due figli, l’onere fiscale è significativamente più basso in tutta la regione.
Secondo i dati dell’OCSE, la tassazione dei salari nel 2025 era di circa:
- Austria: 40-41%
- Repubblica Ceca: circa il 36%.
- Ungheria: 36% circa
- Slovacchia: 30-31%
- Polonia: 26-27%.
Questi numeri mostrano che mentre l’Ungheria rimane al di sopra della media OCSE per i lavoratori senza figli, la sua posizione diventa più moderata quando si prendono in considerazione le agevolazioni fiscali per la famiglia.
Cosa succederà? Rivelata la possibile revisione ministeriale del governo Tisza in Ungheria
Dibattito sulla competitività e sui salari netti
Gli esperti affermano che i risultati potrebbero riaccendere il dibattito sulla struttura della tassazione del lavoro in Ungheria, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio tra l’imposta sul reddito e gli oneri contributivi.
Lajos Bagdi ha sostenuto che la revisione della composizione delle imposte e dei contributi legati al lavoro potrebbe svolgere un ruolo importante nel migliorare la competitività, nel rilanciare l’occupazione e nell’aumentare i redditi netti.
L’argomento ha anche acquisito rilevanza politica in seguito alle precedenti discussioni sulle potenziali riduzioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche previste dal nuovo governo del Partito Tisza, che secondo i sostenitori potrebbero aumentare la retribuzione, in particolare per le fasce di reddito più basse e medie.
Se ve lo siete perso: Il piano fiscale del Partito Tisza ridurrebbe l’onere per i lavoratori a basso reddito in Ungheria, introducendo al contempo un nuovo prelievo sui miliardari.

