Secondo quanto riferito, l’Austria avrebbe adito Bruxelles contro l’Ungheria in merito alla diga di Paks, ma Vienna nega di aver presentato un reclamo

Il primo ministro Péter Magyar ha accusato l’Austria di aver presentato un reclamo a Bruxelles in merito alla costruzione d’emergenza di una diga sul Danubio nei pressi della centrale nucleare di Paks. Vienna, tuttavia, afferma di non aver presentato alcun reclamo formale, pur confermando di aver espresso le proprie preoccupazioni riguardo al progetto alle autorità ungheresi e alle istituzioni dell’UE.
L’Austria contesta l’Ungheria in merito al progetto di Paks
Sta emergendo una nuova controversia tra l’Ungheria e l’Austria in merito alla controversa diga costruita sul Danubio per consentire il funzionamento della centrale nucleare di Paks durante i periodi di livelli idrici estremamente bassi.
Mercoledì Péter Magyar ha affermato che l’Austria avrebbe «presentato un reclamo contro l’Ungheria a Bruxelles» in merito alla costruzione.
«L’unico motivo per cui la centrale nucleare di Paks è attualmente in grado di funzionare senza interruzioni è proprio grazie alla diga che è stata costruita», ha dichiarato il primo ministro ungherese in un post su Facebook. Ha poi lanciato una frecciatina all’Austria, aggiungendo: «Sarebbe bello se gli austriaci fossero altrettanto attivi anche per quanto riguarda la questione dell’amianto».
L’Austria, tuttavia, contesta questa descrizione delle proprie azioni.
Secondo il quotidiano ungherese Világgazdaság, il Ministero austriaco dell’Innovazione, della Mobilità e delle Infrastrutture ha dichiarato all’agenzia di stampa APA di non aver presentato alcuna denuncia. Il ministero ha tuttavia confermato che sia la Commissione europea sia la Commissione del Danubio, con sede a Budapest e non appartenente all’UE, sono in contatto diretto con le autorità ungheresi competenti in merito alla questione.

Perché è stata costruita la diga di Paks?
La controversia fa seguito a un’estate particolarmente difficile per l’unica centrale nucleare ungherese. I livelli d’acqua del Danubio, ai minimi storici, hanno gravemente compromesso il funzionamento di Paks, che dipende dall’acqua del fiume per il raffreddamento. Al culmine della crisi, la centrale è stata costretta a ridurre drasticamente la propria produzione e un arresto quasi totale è diventato una possibilità concreta.
L’Ungheria è riuscita infine a evitare la chiusura totale mantenendo in funzione una turbina durante il periodo più critico. Il governo ha quindi approvato una soluzione di emergenza: la costruzione di una diga di fondo sul Danubio nei pressi di Paks.
La struttura era destinata ad aumentare i livelli dell’acqua intorno alla presa d’acqua della centrale e a garantire che una quantità sufficiente di acqua di raffreddamento potesse continuare a raggiungere l’impianto anche quando il livello del fiume era eccezionalmente basso. La misura è stata attuata con notevole rapidità e ha aiutato l’Ungheria a superare la minaccia immediata per il funzionamento della centrale.
Da allora Paks è tornata a funzionare a piena capacità, rendendo l’infrastruttura di emergenza particolarmente significativa per la sicurezza energetica dell’Ungheria.
L’Austria afferma che i paesi dell’UE hanno espresso preoccupazioni
Sebbene Vienna affermi di non aver presentato formalmente un reclamo, l’Austria è stata chiaramente coinvolta nelle discussioni relative al progetto. Il ministero austriaco ha dichiarato che i rappresentanti dei paesi partecipanti alla Strategia dell’UE per la regione del Danubio hanno elaborato una posizione comune sulla questione.
Tale posizione è già stata trasmessa al ministro dei Trasporti ungherese Dávid Vitézy e al primo ministro Péter Magyar, secondo quanto riferito dal ministero austriaco.
La Strategia dell’UE per la regione del Danubio è stata adottata nel 2011 durante la presidenza ungherese del Consiglio dell’Unione europea. Essa riunisce i paesi della regione del Danubio per affrontare questioni quali i trasporti, la tutela dell’ambiente, la gestione delle risorse idriche e lo sviluppo economico.
È importante sottolineare, tuttavia, che la strategia non è giuridicamente vincolante. Ciò significa che l’esistenza di una posizione comune non costituisce di per sé un procedimento giuridico dell’UE nei confronti dell’Ungheria.
Bruxelles potrebbe avviare un procedimento contro l’Ungheria?
La Commissione europea è responsabile dell’applicazione del diritto dell’Unione. Qualora si accertasse che l’Ungheria abbia violato la legislazione vincolante dell’Unione, la Commissione potrebbe potenzialmente avviare una procedura di infrazione. Tale procedura inizia generalmente con un dialogo e con richieste formali di informazioni, prima di poter eventualmente sfociare in un’azione legale.
Al momento, tuttavia, le informazioni disponibili non indicano che l’Austria abbia formalmente avviato una procedura di questo tipo nei confronti dell’Ungheria. Il governo austriaco afferma invece di aver comunicato le proprie preoccupazioni attraverso i canali europei e regionali competenti. Tale distinzione è importante man mano che la controversia politica si evolve.
La dichiarazione di Magyar suggeriva che l’Austria avesse portato l’Ungheria davanti alle istituzioni di Bruxelles in merito al progetto, mentre la versione di Vienna descrive discussioni e una posizione regionale congiunta piuttosto che una denuncia formale.

