Il governo ungherese annuncia uno dei più grandi programmi di investimento nelle energie rinnovabili degli ultimi decenni

Il governo ungherese ha annunciato uno dei più grandi programmi di investimento nel settore delle energie rinnovabili degli ultimi decenni, svelando piani volti a espandere in modo significativo la capacità eolica, lo stoccaggio di energia elettrica e le infrastrutture di rete, in risposta alla crisi energetica in corso causata dal livello dell’acqua del Danubio, sceso a livelli record.
Il primo ministro Péter Magyar ha presentato i piani venerdì durante una conferenza stampa tenutasi presso la centrale nucleare di Paks, dove i funzionari continuano a prepararsi a un possibile arresto temporaneo dell’impianto a causa della prolungata siccità.
Il governo prevede 4 GW di nuova energia eolica
Magyar ha annunciato che il governo ha approvato i piani per lo sviluppo di 4 gigawatt (GW) di nuova capacità eolica entro il 2030, pari a circa il doppio della capacità installata della centrale nucleare di Paks.
Secondo il primo ministro, i progetti saranno finanziati con investimenti privati, mentre a breve avrà inizio una consultazione pubblica sulle ubicazioni proposte per i nuovi parchi eolici.
Ha affermato che il governo precedente aveva di fatto bloccato per anni lo sviluppo dei parchi eolici, aggiungendo che l’attuale amministrazione intende accelerare le procedure di autorizzazione attraverso un nuovo quadro normativo e il ricorso ai finanziamenti dell’Unione Europea.

Miliardi per modernizzare la rete elettrica ungherese
L’espansione delle energie rinnovabili sarà accompagnata da un importante potenziamento della rete elettrica ungherese.
Magyar ha affermato che è già in corso un programma di sviluppo energetico del valore di 868 miliardi di HUF, mentre un piano da 1,5 miliardi di euro, finanziato tramite i fondi recuperati dall’Ungheria nell’ambito del Meccanismo per la ripresa e la resilienza dell’UE, sosterrà i miglioramenti alla rete elettrica nazionale.
Il termine per la presentazione delle domande relative a tali progetti scadrà alla fine del prossimo mese. L’obiettivo, ha affermato, è garantire che la rete elettrica possa continuare a funzionare in modo affidabile anche in condizioni meteorologiche estreme.
È previsto inoltre un sistema di accumulo su larga scala tramite batterie
Oltre all’espansione della produzione da fonti rinnovabili, il governo prevede di realizzare 3 GW di capacità di accumulo di energia elettrica entro il 2030.
Secondo Magyar, l’aumento dello stoccaggio tramite batterie faciliterà l’integrazione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili nella rete nazionale, rafforzando al contempo la resilienza energetica a lungo termine dell’Ungheria.
«Dobbiamo garantire che l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria diventi il più indipendente possibile sia dall’energia russa sia dal livello delle acque del Danubio», ha affermato il primo ministro.
L’aeroporto di Budapest aderisce all’iniziativa nazionale di risparmio energetico
Nel frattempo, l’aeroporto di Budapest ha annunciato che ridurrà volontariamente il consumo di energia elettrica nei prossimi 10 giorni in risposta alle pressioni sul sistema elettrico ungherese. L’aeroporto ha precisato che le misure si concentreranno sulla riduzione dei consumi energetici non essenziali, in particolare durante il periodo di picco giornaliero della domanda tra le 17:00 e le 22:00, garantendo al contempo il funzionamento sicuro e ininterrotto dell’aeroporto.
I passeggeri che utilizzano il Terminal 2 potrebbero notare temperature interne leggermente più elevate durante tali ore, poiché l’impianto di climatizzazione funzionerà a regime ridotto. L’aeroporto ha aggiunto di rimanere in stretto contatto con i fornitori di energia elettrica e le autorità competenti, incoraggiando al contempo i dipendenti e i partner commerciali a risparmiare energia ove possibile.

Verso una maggiore indipendenza energetica
Questi annunci giungono in un momento in cui l’Ungheria deve far fronte a una crescente pressione sul proprio sistema elettrico a causa della possibile chiusura temporanea della centrale nucleare di Paks, la cui produzione è stata ridotta a causa del livello eccezionalmente basso delle acque del Danubio.
Il governo afferma che l’espansione delle energie rinnovabili, la modernizzazione della rete elettrica e gli investimenti in sistemi di stoccaggio su larga scala sono fondamentali per ridurre la dipendenza dell’Ungheria dall’energia importata e rendere il sistema energetico del Paese più resiliente alle future sfide legate al clima.
Se ve lo siete perso: il primo ministro Magyar afferma che l’Ungheria sta affrontando «una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi decenni» e comunica la nuova data di chiusura di Paks
Immagine in evidenza: illustrazione, depositphotos.com

