È stato forse insediato alla guida dell’Ufficio nazionale per il recupero e la tutela dei beni, un’istituzione praticamente onnipotente, uno dei candidati più deboli?

Ákos Hadházy ha preso visione delle candidature alla presidenza dell’Ufficio nazionale per il recupero e la tutela dei beni (NVVH) e ritiene che Anna Unger, la candidata eletta alla carica, non si sarebbe nemmeno classificata tra i primi 60 in un sistema di valutazione imparziale. Nel frattempo, uno dei viceportavoce del Partito Tisza ha affermato che un processo di valutazione c’è stato effettivamente, ma non come ci si aspetterebbe in un serio concorso per l’assegnazione di un incarico.
Non avrebbe dovuto essere convocata per il colloquio
Ákos Hadházy ha reso noti ulteriori dettagli sulla selezione dei vertici dell’Ufficio nazionale per il recupero e la tutela dei beni (NVVH). L’ex deputato sostiene di aver ottenuto l’elenco completo delle candidature per le cariche di presidente e vicepresidente, unitamente ai dati professionali contenuti nei curriculum dei candidati, e su questa base ritiene difficile spiegare come Anna Unger sia riuscita a raggiungere la seconda fase del processo di selezione.
Secondo Hadházy, tra i candidati figuravano numerose figure con un solido background professionale, qualifiche adeguate ed esperienza manageriale. A suo avviso, nell’ambito di un sistema di valutazione oggettivo basato su tali criteri, la signora Unger «non sarebbe entrata tra i primi tre – né tantomeno tra i primi 60». Da ciò egli deduce che la commissione di selezione non possa aver esaminato adeguatamente una parte significativa delle candidature.

Un sistema di valutazione contorto per una delle cariche più importanti
Al centro della controversia vi è il tanto discusso sistema a punti. Il bando di concorso del Parlamento stabiliva che i tre candidati con i punteggi più alti sarebbero stati invitati a sostenere un colloquio personale. Anikó Hallerné Nagy, vicepresidente del Parlamento, ha tuttavia affermato in seguito che non era esistito alcun sistema oggettivo, dettagliato e quantificabile. Secondo 444, la decisione su chi sarebbe stato convocato per il colloquio è stata infine presa con una semplice votazione della commissione su una scala da 1 a 3. A coloro che hanno ricevuto un «sì» sono stati assegnati tre punti – e, guarda caso, i candidati in questa categoria erano esattamente tre.
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Hadházy ritiene che ciò sia particolarmente problematico poiché, a suo avviso, una procedura del genere mina fondamentalmente la fiducia nell’indipendenza della leadership dell’NVVH. Se l’ufficio intraprende un’azione contro un politico, l’interessato può denunciare motivazioni politiche; se non avvia o archivia un caso, l’opinione pubblica potrebbe sospettare che vi sia un accordo politico dietro.

Candidati politicamente inadatti?
Il politico sostiene inoltre che dare l’impressione di una competizione aperta potrebbe rivelarsi controproducente: a suo avviso, sarebbe stato più corretto se il primo ministro avesse semplicemente designato un candidato, anziché presentare come concorso pubblico quella che appare come una selezione prestabilita.
Secondo Anikó Hallerné Nagy, non era possibile quantificare in termini numerici i rischi politici che sarebbero sorti qualora fosse stato nominato a capo dell’ufficio qualcuno che in seguito si fosse rivelato legato al NER.
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Hadházy ha inoltre sollevato obiezioni in merito alle candidature alla vicepresidenza. Egli sostiene che 39 persone abbiano presentato la propria candidatura per la carica nel settore della finanza pubblica, ma che non sia stata presa alcuna decisione – per cui, afferma, è difficile trovare una spiegazione diversa dal fatto che non sia stato possibile individuare alcun candidato politicamente idoneo. Ha aggiunto, tuttavia, di ritenere possibile che Anna Unger si riveli una buona presidente e indipendente dal governo.
Il mandato dell’NVVH consisterà, da un lato, nella tutela del patrimonio pubblico e, dall’altro, nello svolgimento di indagini sui casi in cui il patrimonio pubblico sia passato in mano a soggetti privati in modi tali da destare sospetti di abuso. In pratica, la NVVH opererà come un organo di procura indipendente, dotato di ampi poteri per condurre indagini (anche con il coinvolgimento di altre autorità), congelare beni e persino proporre la nomina di commissari statali presso società private in questioni riguardanti i beni pubblici.

