Il tetto del prezzo del petrolio della Russia: L’Unione Europea valuta un congelamento temporaneo mentre la guerra in Medio Oriente fa salire i prezzi

L’Unione Europea sta prendendo in considerazione un congelamento temporaneo del tetto massimo dei prezzi del petrolio della Russia, dato che la guerra in Medio Oriente continua nel suo quarto mese e i mercati dell’energia rimangono altamente volatili, secondo persone che hanno familiarità con le discussioni. L’idea sarebbe quella di mantenere il tetto al suo livello attuale, piuttosto che permettergli di risalire automaticamente alla prossima revisione programmata.

La mossa viene discussa come parte del prossimo pacchetto di sanzioni dell’UE contro Mosca – che dovrebbe essere il 21° ciclo di misure del blocco da quando la Russia ha lanciato la sua invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022. I funzionari dell’UE intendono finalizzare e proporre formalmente il pacchetto all’inizio di giugno, hanno detto le stesse persone.

Come funziona il tetto del prezzo del petrolio russo

L’UE ha adottato un meccanismo dinamico progettato per mantenere il tetto del prezzo del petrolio russo al di sotto dei livelli di mercato, reimpostandolo ogni sei mesi al 15% al di sotto del tasso medio di mercato per il greggio degli Urali della Russia. In base al quadro normativo, alle aziende europee è vietato fornire servizi chiave – come l’assicurazione e il trasporto – per il petrolio venduto al di sopra del tetto.

La soglia attuale è di 44,10 dollari al barile e dovrà essere rivista alla fine dell’estate.

Perché Bruxelles sta discutendo di un “congelamento” ora

Secondo Bloomberg, i prezzi del petrolio hanno subito un’impennata a causa del conflitto in Medio Oriente e delle interruzioni intorno allo Stretto di Hormuz, un corridoio di navigazione globale cruciale. Questo è importante perché, in base alla formula dell’UE, la prossima revisione a luglio potrebbe spingere il tetto massimo significativamente più in alto – le fonti hanno suggerito che potrebbe salire a circa 65 dollari, che sarebbe al di sopra del livello di 60 dollari che è stato usato in precedenza collettivamente dalla coalizione del G7 per il tetto massimo dei prezzi.

Un congelamento manterrebbe il tetto del prezzo del petrolio russo al livello attuale, limitando ciò che i funzionari dell’UE vedono come un potenziale guadagno per il Cremlino durante un periodo di prezzi globali più elevati. Altre opzioni che si stanno valutando includono la sospensione degli aumenti automatici fino alla fine del 2026, o la possibilità di un aumento solo fino a 60 dollari.

Cos’altro potrebbe esserci nel prossimo pacchetto di sanzioni dell’UE

Al di là del dibattito sul tetto del prezzo del petrolio russo, i funzionari stanno discutendo anche una serie più ampia di misure volte a rafforzare la pressione sulle entrate energetiche e sul sistema finanziario della Russia. Tra le opzioni segnalate ci sono:

  • Più elenchi di banche, commercianti di petrolio, raffinerie e operatori di criptovalute in Paesi terzi, presumibilmente utilizzati per aiutare Mosca ad aggirare le restrizioni.
  • Sanzioni su circa 20 ulteriori petroliere collegate alla “flotta ombra” della Russia, la rete di navigazione opaca utilizzata per spostare il petrolio.
  • Lavoro per estendere l’approccio della flotta ombra alle spedizioni di GNL, per rendere più difficile per la Russia costruire una rete simile per il gas naturale liquefatto.
  • Restrizioni commerciali su alcuni minerali, metalli e minerali critici legati al settore aerospaziale russo e alla produzione di droni, oltre a controlli su tecnologie specifiche.
  • Possibili controlli sulle esportazioni di aziende al di fuori dell’UE – tra cui Cina, India, Turchia e parti dell’Asia Centrale – che si presume forniscano beni soggetti a restrizioni che si trovano nelle armi russe o che sono necessari per produrle.

Tuttavia, i colloqui riflettono anche i vincoli politici all’interno del blocco. In questa fase non si prevede l’inclusione di un divieto completo sui servizi marittimi, in quanto alcuni Stati membri temono ulteriori turbolenze del mercato, a meno che un tale passo non venga coordinato in modo più ampio con il G7.

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L’ostacolo politico: tutti gli Stati membri devono essere d’accordo

Le sanzioni dell’UE richiedono l’unanimità, e questo può rendere qualsiasi pacchetto vulnerabile a modifiche tardive. I Paesi con importanti settori marittimi – la Grecia è spesso citata nelle relazioni – hanno espresso in precedenza preoccupazioni per i cambiamenti che potrebbero influenzare gli interessi del trasporto marittimo. Anche altre capitali hanno invocato la cautela nei casi in cui le misure potrebbero creare rischi energetici o commerciali interni.

Un altro fronte sensibile: I beni della banca centrale russa congelati

Separatamente, i funzionari stanno valutando i modi per sostenere Euroclear dopo che una decisione del tribunale di Mosca ha sollevato la prospettiva che la banca centrale russa possa cercare di sequestrare i suoi beni. Questo avviene dopo che l’UE ha utilizzato i poteri di emergenza per estendere il congelamento di fino a 210 miliardi di euro (circa 245 miliardi di dollari) di riserve immobilizzate della banca centrale russa, la maggior parte delle quali sono detenute tramite Euroclear. La posizione dell’UE rimane che i beni resteranno congelati fino alla fine della guerra e al pagamento delle riparazioni da parte della Russia, anche se alcuni Stati membri – tra cui il Belgio – si sono opposti al sequestro totale.

Cosa guardare prossimamente

Le date chiave ora sono l’inizio di giugno, quando la Commissione Europea dovrebbe presentare le proposte per il prossimo pacchetto di sanzioni, e luglio, quando il tetto del prezzo del petrolio russo verrebbe normalmente ripristinato in base alla formula dinamica. Se Bruxelles opterà per un congelamento, un aumento limitato o una sospensione totale del meccanismo, sarà un segnale importante di come l’UE sta bilanciando la pressione delle sanzioni con il rischio di ulteriori perturbazioni del mercato energetico.

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